Dometic chiude la porta in faccia a sindacati e istituzioni

L'azienda non retrocede di un millimetro, sarà chiusa la produzione in Italia

FORLI’ - Nell’incontro che si è svolto ieri pomeriggio in Provincia, Dometic Italy ha ribadito la decisione della proprietà svedese di cessare la produzione nello stabilimento di Forlì senza accettare il negoziato proposto da Fim, Fiom e Uilm e dalla RSU, ma sostenuto inoltre anche dalle Istituzioni locali, che prevedeva il mantenimento a Forlì di una quantità di pezzi (tra condizionatori e generatori) necessari per utilizzare i contratti di solidarietà al fine di evitare licenziamenti.

 

“Per l’ennesima volta la multinazionale non si è resa disponibile a confrontarsi sul piano proposto dai lavoratori come alternativa alle conseguenze sociali di una decisione industrialmente oltre che socialmente inaccettabile”, commentano seccamente i sindacati, delusi e ora più che mai preoccupati della situazione creatasi.

 

L’azienda ha annunciati 45 esuberi su una settantina di  lavoratori totali e si prevede anche il licenziamento di tutti gli operai, tutti gli impiegati impegnati nel comparto produttivo, tutti i magazzinieri ed altre figure professionali.

“Solo se il sindacato si fosse reso disponibile ad entrare nella logica dell’operazione si sarebbero potuti ridurre di 7 unità tali dimensioni di licenziamenti, andando a 38 esuberi”, si legge nella nota diffusa unitariamente da Fiom, Fim e Uilm, che poi aggiungono: “Riteniamo gravissime le affermazioni dell’impresa che presenta come immodificabili decisioni assunte al di fuori di ogni negoziazione e condivisione e che cancellano dall’Italia produzioni profittevoli e industrialmente sostenibili”.

 

Le sigle sindacali non demordono e chiedono di aprire un negoziato vero con una delegazione della multinazionale che possa prendere decisioni anche sul merito delle scelte e discutere il proprio piano strategico, perché “riteniamo sia una follia pura trasferire fuori dall’Europa i condizionatori prodotti per i costruttori di camper che si trovano proprio in Europa occidentale”.

 

Ultimo ma non in ordine di importanza Fim, Fiom e Uilm chiedono che l’incontro sia fissato al più presto e che l’impresa nel frattempo non proceda con iniziative unilaterali, come l’apertura formale della procedura di mobilità, perché in tal caso la situazione precipiterebbe e la risposta dei lavoratori sarebbe immediata e durissima.

 

Nel frattempo oggi Comune e Provincia di Forlì scriveranno alla proprietà di Dometic cercando un nuovo dialogo. Il conto alla rovescia è già partito: entro il prossimo 22 luglio, le organizzazioni sindacali e le istituzioni saranno messi al corrente della decisione definitiva presa dall’azienda svedese, non c’è quindi tempo da perdere ed il margine di movimento è davvero molto ristretto.

Scrivi un commento

Abbiamo bisogno del tuo parere. Nel commento verrà mostrato solo il tuo nome, mentre la tua mail non verrà divulgata. Puoi manifestare liberamente la tua opinione all'interno di questo forum. Il contenuto dei commenti esprime il pensiero dell'autore che se ne assume le relative responsabilità non necessariamente rappresenta la linea editoriale del quotidiano online, che rimane autonoma e indipendente. I commenti andranno on line successivamente. L’Editore si riserva di cambiare, modificare o bloccare i commenti. E’ necessario attenersi alla Policy di utilizzo del sito, alle Policy di Disqus infine l’inserimento di commenti è da ritenersi anche quale consenso al trattamento dei dati personali del singolo utente con le modalità riportate nell'informativa.
24WEBTV: La Cronaca in Video Le storie della città in "diretta" sullo schermo.

Accadde oggi

Le notizie più lette degli ultimi tre anni

Recent Comments