26 giugno 2013 - Forlì, Cronaca, Politica, Società

Rifiuti, il PD detta un atto di indirizzo

Si chiede al Comune di valutare pro e contro per una gestione "differenziata" del servizio

FORLI' - Ieri nel corso del consiglio comunale di Forlì si è dibattuto a lungo, tra le altre cose, sulla gestione dei rifiuti e a tal proposito sono stati presentati due ordini del giorno uno a firma di Destinazione Forlì e l'altro della maggioranza. Il concetto che sta alla base dei due documenti è sostanzialmente lo stesso, fatta eccezione per le premesse da cui le analisi prendono avvio. Se da un lato, così come ci riporta Veronica Zanetti, capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale, Destinazione Forlì punta il dito contro Hera, la multiutility centro focale di numerosissime battaglie della lista civica, dall'altro il Partito Democratico si smarca e parla di bene per il territorio (che comunque non sarebbe un gran bene per Hera, ndr). "Questo odg nasce da un’esigenza concreta , dettata dal fatto che il 31 dicembre 2011 è scaduto il servizio di gestione dei rifiuti ed attualmente siamo in regime di proroga e riteniamo fondamentale che il consiglio comunale, luogo della rappresentanza dei cittadini, debba partecipare in modo propositivo e costruttivo, insieme all’amministrazione a cui appartiene la competenza, alle scelte di politica ambientale di questa città", ha esordito in consiglio Veronica Zanetti che ha poi passato in rassegna le tappe fondamentali del percorso di "aleggerimento" ambientale. Dall'avvio del progetto di raccolta differenziata, alla presentazione di una proposta di legge regionale, al rifiuto di incenerire spazzatura proveniente da altre province: la carrellata è lunga e non rimane fuori da questo percorso anche il progetto sul "porta a porta".  "Non possiamo non considerare che in un Paese come il nostro dove le materie prime sono praticamente assenti pensare al loro recupero costituisce inevitabilmente anche una leva economica non indifferente - ha spiegato la Zanetti - così come pensare non solo al risparmio energetico ma al bilancio energetico costituisce un nuovo approccio alla gestione di rifiuti, rifiuti che non debbono necessariamente essere considerati come scarti, ma come risorsa, come bene comune la cui proprietà consente di riportare in seno alle comunità locali anche la possibilità di riformare il ciclo dei rifiuti attraverso l’uso di impianti di selezione e cernita della frazione indifferenziata e la creazione di una leva fiscale che incentivi la raccolta differenziata e disincentivi lo smaltimento e l’introduzione di una tariffa puntuale".
Ma a cosa punta l'ordine del giorno presentato dalla maggioranza? Sostanzialmente si manifesta ad Atesir (L'Agenzia territoriale dell'Emilia Romagna per i servizi idrici e rifiuti che ha soppiantato gli Ato, ndr.) la volontà di costituire un bacino coincidente con i 15 comuni del comprensorio cui affidare la concessione del servizio gestione rifiuti e al tempo stesso di affidarla ad un soggetto pubblico partecipato dagli enti locali oppure ad una società mista attraverso una gara a doppio oggetto, dove il pubblico programma e organizza e il privato gestisce. E' un progetto innovativo, una sperimentazione e Zanetti non nasconde infatti che le incognite a tal riguardo siano ancora numerose: "Ad esempio occorre verificare la soggezione al patto di stabilità, sia in termini di potenzialità di investimenti sia di assunzione del personale", precisa il capogruppo del PD che si rivoge quindi anche all'amministrazione affinchè Forlì si attivi per valutare in maniera approfondita pro e contro di questa idea. "Si richiede al Comune di Forlì - conclude Veronica Zanetti - di effettuare un’analisi propedeutica al termine della quale l’amministrazione si impegna a riportarne gli esiti in consiglio comunale prima di procedere all’assunzione di una delibera".

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