24 giugno 2013 - Forlì, Cronaca, Società

Bulbi e Russo delusi dall'epilogo della vicenda Romagna Acque

"Nessuna battaglia sui nomi e niente campanilismi"

FORLI’ – “Non avrei immaginato di arrivare a conclusione del mio mandato facendo una conferenza per spiegare la nostra posizione dopo le dichiarazioni apprese dalla stampa. Noi abbiamo ritenuto che da sempre Romagna Acque avesse giocato un ruolo importante, dato che è stata in grado di collaborare per dare risposte vere alle esigenze dei cittadini di tutto il territorio, talvolta anche per tenere vivi certi territori. Non ho mai detto che per me la questione fosse legato ad un nome, anzi, mai fatta una battaglia sul nome, anche se è vero che squadra che vince non si cambia”: sono parole amare e cariche di delusione quelle di Massimo Bulbi, presidente della Provincia di Forlì Cesena all’indomani dell’elezione del nuovo presidente di Romagna Acque, una poltrona che d’ufficio è stata affidata a Rimini, scelta che all’ente provinciale non è andata proprio giù.

Bulbi Ricorda prima Satanassi e Zaniboni come uomini che hanno segnato il territorio ed hanno condiviso li sogno della Diga di Ridracoli, combattendo anche con pressioni politiche locali e nazionali e a tal proposito basti pensare alle questioni relative all'impatto ambientale che la diga ha avuto sul territorio. Non fu un caso che Santa Sofia, Bagno di Romagna e Premilcuore furono riconosciuti come luoghi “colpiti da un disagio”. “Non è un problema di campanili, non me ne avete mai sentiti fare, anzi sono sempre stato io a combattere le battaglie contro i campanilismi – racconta ancora Bulbi -  tuttavia oggi dobbiamo riconoscere che il nostro è un territorio che ha lavorato e si è sacrificato per un asset e un'infrastruttura valido e importante per il territorio. E’ per questo che il gioco non può essere accettato. Non si capisce come i Presidenti vanno a Rimini e gli amministratori delegati vadano a Ravenna. Un altro esempio a tal proposito è quello del Consorzio di Bonifica”. Non fa nomi e cognomi Bulbi, ma più per self control che per altro e suscita qualche dubbio quando parla di competenze e curriculum, termini utilizzati nella replica dei Sindaci che fanno parte del coordinamento di Romagna Acque. “Avremo persone che farebbero questo lavoro (riferendosi alla presidenza della società ndr.) con un curriculum di tutto riguardo e tra le altre cose, anche gratuitamente, proprio per il prestigio del ruolo.”

Lo scambio di poltrone (di cui abbiamo parlato nell’articolo di apertura) al Presidente della Provincia non è affatto piaciuto, anzi parla addirittura di “affare del cappero”: “Abbiamo saputo che la contropartita era avere la presidenza di start Romagna. Un affare del cappero! Perdere qualcosa che funziona per una voragine e per una realtà che diventerà di competenza regionale sarà un affare inutile”, dichiara il presidente che poi cerca di fugare ogni dubbio sulle “beghe di partito” lanciate nei giorni scorsi dalla stampa e il riferimento al sindaco di Forlì non è del tutto velato: “Se qualcuno scrive” 5 anni di solitudine” io avrei dovuto scrivere “50 anni di isolamento”, io non ho fedelissimi da nessuna parte. I fedelissimi sono i segretari di partito che hanno fatto carriera a Roma, si veda Cesena, Rimini e Forlì. Respingo e mi fa male quanto dichiarato nei giorni scorsi: non si può dare del pattume a persone che comunque hanno dato quello che potevano dare al territorio, ‘il tortello magico’è quello che creato dei soggetti che ora sono a Roma e che erano segretari di partito. Io tra sei mesi torno a lavorare in Confartigianato, anche qui non so quali siano i poteri forti di cui hanno alcuni hanno parlato, forse parlavano di loro stessi.

Nonostante questa presa di posizione, che all’interno del PD ci siano dei problemi è cosa evidente, tanto che il presidente della Provincia cerca di focalizzare l’attenzione su altro: “Questi non sono i problemi del territorio. Mi piacerebbe molto che si parlasse di aeroporto di fiere, di Cervese, di via Emilia bis, di collegamenti ferroviari”.

A fare da eco al presidente è il suo vice, Guglielmo Russo, scherzosamente indicato da bulbi come prossimo bersaglio da “silurare” da parte di Balzani, da annoverare dopo Rusticali e Pinza.

 

“Un brutto spettacolo, triste,  che non dovrebbe mai accadere e che non fa onore a nessuno, specie alle istituzioni – commenta Russo - Questa battaglia noi la stiamo facendo per il territorio, non c'entra il Pd. Con Balzani avevamo parlato di programmazione. Fa male leggere alcune cose come quelle pubblicate ieri. Il sindaco di Forlì spieghi perché ha venduto la presidenza di Romagna Acque a Rimini per start Romagna. Nell'ultimo incontro di fine maggio Balzani aveva già messo a conoscenza della proposta di Bernabe”

 

Enrico Samorì

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