19 giugno 2013 - Forlì, Agenda, Cultura, Eventi, Società

Mezzo secolo di vita per il seminario vescovile

FORLÌ. La prima pietra cinquant'anni fa. E domani, dopo mezzo secolo, saranno inaugurati i nuovi locali del seminario vescovile di via Lunga. Il “varo” dopo un lungo restauro.

Costruiti su progetto dell’ingegnere bolognese Francesco Gualandi entro una superficie di 30mila metri quadrati vincolati a verde, i quattro corpi disposti a V dell’imponente edificio hanno subito svolto la loro funzione didattico-educativa e residenziale: fino a metà degli anni Settanta, con la primaria finalità di Seminario di Forlì e di Bertinoro, che si allargava poi a più ampia attività scolastica ospitando la sezione staccata della Scuola Media “Giorgina Saffi” e, dal 1979, anche la Cooperativa “Scuola Aperta” con il Liceo linguistico “Adamo Pasini” e la Scuola Media libera.

A metà degli anni Settanta nasceva anche la Scuola diocesana di Teologia, divenuta nel 1985 Istituto Interdiocesano di Scienze Religiose e nel 2006 aula distaccata dell’ISSR di Bologna, dipendente dalla Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna. Nel 2009 il decreto di abolizione delle aule o sedi distaccate creò le basi per costituire l’ISSR “Sant’Apollinare”. Cinque diocesi romagnole (Forlì-Bertinoro, Cesena-Sarsina, Faenza-Modigliana, Ravenna-Cervia e Imola) individuarono nel Seminario di via Lunga la struttura ideale per centralità, facilità d’accesso, possibilità d’ammodernamento.

In breve, le stesse diocesi si accordarono per adeguare la struttura alle mutate esigenze, rinnovando l’Aula Magna, le aule didattiche e seminariali – tutte climatizzate e dotate dei più moderni strumenti informatici e multimediali – gli uffici, la biblioteca, il punto di ristoro e il parcheggio.

Il 29 giugno 1963 l’allora vescovo mons. Paolo Babini benediceva la posa della prima pietra di quello che sarebbe presto diventato il nuovo Seminario di Forlì. Occorsero tre anni per realizzarlo: mezzo secolo più tardi, altri tre anni sono stati necessari per ristrutturarne il piano terreno, una parte degli ambienti seminterrati, un piccolo ambiente al primo piano destinato a cappellina e tutta l’area esterna d’accesso e sosta. Anche ora sarà il vescovo, mons. Lino Pizzi, a benedire il felice traguardo raggiunto dal Seminario e, in singolare coincidenza, dal suo attuale rettore, mons. Dino Zattini, la cui “prima pietra” sacerdotale veniva posta proprio nel medesimo giorno di cinquant’anni fa.

 

L’appuntamento per celebrare queste importanti ricorrenze è fissato per il pomeriggio di giovedì 20 giugno, a partire dalle 17.45. Dopo il saluto di S. E. mons. Pizzi, la presentazione ufficiale dei lavori e il giubileo di lode di mons. Zattini precederanno l’inaugurazione dell’Aula Magna intitolata a mons. Luigi Amaducci (che di mons. Zattini è stato per più di due decenni il predecessore) e lo svelamento dell’affresco “In verità vi dico”, dono del m° Ido Erani e destinato ad ornare la parete retrostante l’altare della nuova cappellina al primo piano.

 

A seguire, convivio nel parco: con il rinfresco allietato dalle musiche di Mozart, Bach e Vivaldi interpretate dal Quartetto d’archi dell’Orchestra “Bruno Maderna” (con Katia Mattioli e Igor Buscherini al violino, Mascia Turci alla viola e Paolo Baldoni al violoncello).

 

Per tutte le foto dei locali ristrutturati, consultare: https://www.facebook.com/media/set/?set=a.581440018545061.1073741886.293356290686770&type=3

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