Rigenerazione urbana, 14 Comuni firmano il Protocollo d’intesa di CNA Forlì-Cesena

Forlì fuori dagli accordi, ma solo per il momento

FORLI’ - Dal 2007 al 2012 il settore delle costruzioni ha perso il 32%, con un calo di 400.000 posti di lavoro in Italia. Una crisi che non ha origini solo finanziarie e necessita di un profondo ripensamento del comparto per farlo ripartire su nuove basi. È nato per questo il progetto Rigenerazione urbana promosso da CNA, che mette in rete i diversi soggetti coinvolti come mai prima: enti pubblici, imprese, banche, professionisti e cittadini.

Dopo aver incassato il plauso di amministratori e operatori del settore, tale progetto si è tradotto nel “Protocollo d’intesa per la sperimentazione in materia di Rigenerazione urbana”, che sarà firmato venerdì 14 giugno da tutti i sindaci dei 14 Comuni del comprensorio forlivese, fatta eccezione per il capoluogo, che sarà coinvolto in una fase successiva. Un primo passo di grande importanza e di alto valore simbolico, per la sfida verso il futuro che lancia alla nostra comunità.

La firma del Protocollo d’intesa avrà luogo la mattina di venerdì 14 giugno 2013 presso il Salone dei Quadri del Comune di Bertinoro. La mattinata si aprirà alle ore 9.15 con i saluti di Nevio Zaccarelli, sindaco di Bertinoro e di Massimo Bulbi, presidente della Provincia di Forlì-Cesena. Al momento ufficiale della firma, seguirà la riflessione del professor Walther Orsi dell’Università di Bologna sul tema “Il Cittadino risorsa e motore dello sviluppo sostenibile” e quindi gli interventi di Franco Napolitano, direttore generale di CNA Forlì-Cesena; Pierangelo Bergamaschi, presidente della Comunità Montana Appennino Forlivese; Luigi Pieraccini, sindaco di Castrocaro Terme e Terra del Sole; Claudio Samorì, presidente dell’Unione Montana Romagna Toscana; Paolo Zoffoli, sindaco di Forlimpopoli e Roberto Pinza, presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì.

“Partiamo da due dati – spiega Franco Napolitano, direttore generale di CNA Forlì-Cesena – il 60% degli edifici abitativi in Italia sono stati costruiti negli anni dal 1945 al 1981. I fabbricati energivori sono responsabili del 40% delle emissioni inquinanti sul pianeta. In questo contesto, ogni anno in Italia si spendono 44 miliardi di euro per il rinnovo edilizio residenziale. È però un mercato polverizzato, fatto di micro-interventi, senza un vero progetto di riqualificazione del nostro tessuto urbanistico.

Il Progetto Rigenerazione urbana di CNA si basa su opportunità concrete e realizzabili, quali i benefici fiscali del 50% e 65% per la ristrutturazione edilizia ed energetica, il supporto del sistema bancario, la valorizzazione degli immobili dal punto di vista edilizio. Un progetto ambizioso, che potrà contribuire al rispetto degli impegni presi col Protocollo di Kyoto e il Patto dei Sindaci”.

Tutti i soggetti coinvolti – enti pubblici, CNA e imprese – si impegnano ciascuno a svolgere fattivamente la propria parte. Tra gli aspetti salienti, gli enti pubblici (i Comuni, in primo luogo) si impegnano a svolgere un ruolo guida nel definire gli interventi di riqualificazione urbana ed efficientamento energetico, modificando strumenti urbanistici e regolamenti. Ma anche a garantire reali vantaggi per gli investimenti realizzati e sensibilizzare i cittadini.

“Come CNA – conclude Napolitano – siamo già impegnati a qualificare e formare le nostre imprese, e stiamo lavorando su un “Contratto di garanzia” ad hoc. CNA si sta spendendo inoltre per agevolare l’accesso al credito da parte dei cittadini grazie a una convenzione e al coinvolgimento del sistema bancario. Dal canto loro, le imprese coinvolte si formeranno e qualificheranno sempre più in materia, contribuendo a esercitare un ruolo di sensibilizzazione nella comunità”.

 

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