23 maggio 2013 - Forlì, Cronaca, Politica, Società

Capaci, 21 anni dopo, lotta per la legalità è la nuova Resistenza

Di Maio (PD) sosterrà la campagna di libera, nuova legge contro criminalità, voto di scambio e corruzione

FORLI’ - Sono passati 21 da quel tragico 23 maggio 1992, quando a Capaci sull’autostrada A29 una bomba strappò la vita al magistrato antimafia Giovanni Falcone, a sua moglie Francesca Morvillo e a tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Il Deputato del Partito Democratico, Marco Di Maio ricorda la vicenda, tra il dolore di un attentato che colpì il cuore dello Stato e la rabbia per la matrice mafiosa che osò affondare il pugnale così a fondo nell’animo di un paese già straziato da stragi ed episodi di violenza.

“Oggi, come allora, la mafia è ancora molto, troppo potente. A differenza di quei tempi, è meno violenta, compie gesti meno eclatanti, meno evidenti; per questo è ancora più difficile da contrastare e combattere – dichiara Di Maio - Giovanni Falcone aveva capito il mutamento che l’organizzazione criminale stava compiendo e per questo venne messo nel mirino dai boss”.

La lotta contro le mafie non si è mai arrestata grazie al sacrificio di pochi e al sostegno dei tanti che hanno permesso che fossero compiuti passi importanti. La mafia, tuttavia non è battuta. “Non lo è perchè ha cambiato i metodi, le persone, gli stili. E’ un virus che si insinua tra la gente, nell’economia, nei tessuti più sani della società – continua Di Maio - La criminalità organizzata ha allargato le proprie sfere di azione anche in terre impensabili fino a pochi anni fa, come ad esempio qui, in Emilia-Romagna.”

Il paese è ancora in trepidante attesa, aspetta di scoprire la verità su tutte le stragi di mafia che hanno macchiato indelebilmente il passato e la storia Italiana, ma per raggiungere questo risultato è necessario, per Di Maio, lavorare per dare allo Stato strumenti più raffinati per il contrasto alle mafie. “Non basta più la repressione – spiega il parlamentare -  non bastano più i controlli a tappeto o le imboscate. Ne il denaro che la mafia ottiene viene investito solo sul mattone o tenuto dentro i materassi. Molto viaggia sulla Rete, sui circuiti economici internazionali, nell’economia reale. La mafia prospera nel disagio sociale, nel declino, nella disgregazione delle relazioni, nelle mancanze di opportunità, nelle maglie legislative che consentono una corruzione meno evidente ma comunque tale”. Proprio per questo motivo in Parlamento verrà sostenuta la campagna, lanciata da Libera, “Riparte il Futuro”, affinché venga approvata una legge che offra nuovi strumenti per combattere la criminalità, la corruzione, il voto di scambio, ma che contrasti anche la criminalità organizzata. “La lotta per la legalità non si vince in un giorno solo, non è una battaglia-lampo – conclude Di Maio -  è un impegno quotidiano, diffuso, costante. E’ una nuova resistenza. Da compiere sull’esempio di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Peppino Impastato e delle tante vittime delle mafie che per questa resistenza hanno sacrificato (sapendo ciò che rischiavano) la propria vita e quella dei propri cari”.

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