Crisi, le ore di cassa integrazione straordinaria triplicano in un anno

Sindacati uniti contro l’austerità: “Il rigore non porta da nessuna parte”

 

FORLÌ. “Con l’entrata in vigore della riforma Fornero, dal 2016 non ci sarà più la mobilità. E sarà un bagno di sangue”. Una formula certo non rassicurante quella che usano Luigi Foschi, segretario generale della Uil Forlì, Paride Amanti, segretario Cgil Forlì e Vanis Treossi della Cisl Romagna, per criticare la politica del rigore imposta dalle scelte del governo Monti. Scelte a tutt’oggi in vigore e che si riflettono sull’economia reale con dati drammatici.

Meno CIGO, più CIGS. Nei primi quattro mesi del 2013 si è assistito, nella provincia forlivese e cesenate, ad un lieve calo della cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO). Un dato che, preso da solo, potrebbe far pensare ad una lieve ripresa dell’economia locale. Un errore, dato che le ore di cassa integrazione straordinaria (CIGS) sono più che triplicate in un anno, passando dalle 498mila 763 ore del 2012 al milione 656mila e 806 ore nel 2013. Calano, invece, le ore di cassa integrazione in deroga: da 950mila nei primi quattro mesi del 2012 a 786mila nello stesso periodo del 2013. “Il problema” spiega Paride Amanti “è che manca il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga. Nella sola Emilia Romagna sono oltre 8mila gli accordi per la cassa in deroga che sono bloccati da questo stallo a livello centrale”

In totale, gli ammortizzatori usati assommano 2 milioni e 383mila ore nei primi quattro mesi del 2012 e oltre 3 milioni nello stesso periodo del 2013. “Stiamo passando da una crisi grave ad una crisi gravissima” ha dichiarato Paride Amanti “che avvicina la situazione forlivese a quella di tante altre del territorio italiano”.

Perdita di posti. Dall’inizio dell’anno, calcolano Cgil Cisl e Uil, sono stati persi 753 posti di lavoro nel forlivese. I settori più colpiti sono il metalmeccanico e l’edilizia. Nel solo metalmeccanico, dall’inizio della crisi nel 2008, sono stati persi nel forlivese quasi 700 posti. “In totale” spiega Amanti “stimiamo che siano 9231 i dipendenti di aziende in crisi nella sola Forlì, al momento”. Spaventano, inoltre, i dati sull’avviamento al lavoro: nell’ultimo anno, solo il 6,4 per cento degli avviamenti è a tempo indeterminato. Oltre il 65 per cento, invece, è a tempo determinato. Tutto il resto è co.co.pro, lavoro ‘grigio’ e contratti a chiamata.

“Ma a cambiare è anche la qualità del lavoro” spiega Luigi Foschi “nel 2008 non si trovava una sola italiana che cercasse di essere impiegata come badante ed erano egualmente rari i lavoratori italiani dell’agroalimentare. Oggi sono tantissime coloro che cercano di fare le badanti o che cercano impiego alla Pollo del Campo”.

Più equità. Si chiama “Creare lavoro sviluppare equità” il manifesto sindacale, di recente approvazione e introduzione, che vede unite le tre sigle Cgil Cisl e Uil e che verrà presentato in due occasioni: a Bologna il 1° giugno e a Roma il 22 dello stesso mese.

Tra le iniziative che questo manifesto intende portare avanti, un appello al rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, la cancellazione dell’Imu, affrontare temi quali pensioni ed esodati, ma anche l’allentamento del patto di stabilità.

“Ma bisogna anche ristabilire un principio di equità contributiva” ha affermato Vanis Treossi “perchè sono quindici anni che dura il periodo dell’impunità fiscale, che è motivo di frustrazione per le persone oneste”.

L’appello. Cgil, Cisl e Uil intendono rivolgere un appello al mondo dell’imprenditoria affinchè possano essere approntate, col supporto degli stessi sindacati, tutte le soluzioni possibili in termini di ammortizzatori sociali prima di giungere a chiusure e fallimenti.

(Michele Dori)

 

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