2 maggio 2013 - Forlì, Cronaca, Politica, Società

Forlì guarda al post incenerimento e "bacchetta" Pizzarotti

Bellini traccia la rotta e ricorda: "non sufficiente la volontà di una amministrazione"

FORLI' - Lunedì 29 aprile è entrato in funzione l'inceneritore di Parma, con un primo ciclo di trattamento dei rifiuti.

L’assessore del Comune di Forlì, Alberto Bellini interviene, anche se senza alcuna polemica come egli stesso sottolinea, sulla vicenda di Parma per spiegare ed illustrare le azioni che l’amministrazione locale sta portando avanti per raggiungere il medesimo obiettivo di Pizzarotti: ridurre sino all’esaurimento il materiale indifferenziato da incenerire.

Bellini in uno dei più classici “te l’avevo detto”, fa menzione della querelle che primo cittadino di Forlì e quello di Parma, discussione i cui strascichi si palesarono anche nel “salotto buono” di Lilly Gruber nel corso della trasmissione “Otto e mezzo” di cui via abbiamo a suo tempo riportato la cronaca.

“Senza volere alimentare le polemiche ma, anzi con spirito propositivo, credo sia opportuno ricordare che proprio un anno fa io e il Sindaco Roberto Balzani avevamo detto ai cittadini e al Sindaco di Parma Federico Pizzarotti, prima in piazza Ghiaia, poi in una trasmissione televisiva, che non era sufficiente la volontà di una Amministrazione Comunale per interrompere la programmazione dello smaltimento dei rifiuti – si legge nella nota a firma dello stesso assessore -  Oggi come allora sottolineo che la nostra Amministrazione sta lavorando, sin dal suo insediamento, per la costituzione della società post-incenerimento, ovvero per la programmazione delle azioni amministrative ed economiche necessarie a sostituire gli impianti di smaltimento (discariche e inceneritori) con impianti di recupero di materia”.
Quali siano i passi giusti per arrivare ad una rivoluzione culturale e ambientale, lo spiega ancora una volta l’assessore:Approvazione di un piano regionale di gestione dei rifiuti, che preveda una quota minima di materiale residuale da inviare ad incenerimento; approvazione di una legge regionale, che sostenga attraverso la fiscalità ambientale, gli obiettivi del piano: riduzione dei rifiuti ed aumento della raccolta differenziata di qualità; incentivi alla realizzazione di sistemi di raccolta rifiuti basati sulla tariffazione puntuale, dove si paga in base alla quantità di rifiuti indifferenziati prodotti; incentivi alla realizzazione di piattaforme di selezione, di impianti di recupero materiali, e di impianti di trattamento del rifiuto urbano residuo”.

Tutto questo deve, però, fare oggi i conti con uno scoglio non da poco: la comparsa di Atesir, organo che ha mandato in pensione e sostituito gli Ato (Ambiti territoriali ottimali che per il territorio di Forlì e Cesena corrispondevano esattamente ai confini della provincia ndr).

La situazione rischia di rallentare se non di compromettere il lavoro svolto sino ad oggi: al tavolo di lavoro arriveranno le esigenze provenienti da tutta la regione e non sarà facile trovare un equilibrio tra zone più avanzate e territori più indietro rispetto alle politiche di smistamento, differenziazione e abbattimento dei rifiuti. A poco, in tal senso, potrebbe valere la volontà espressa chiaramente da Provincia e dallo stesso Comune di Forlì, di circoscrivere l’incenerimento ai soli rifiuti prodotti e provenienti dal territorio forlivese e cesenate. Tuttavia è innegabile come passi in avanti siano stati fatti, come ricorda lo stesso assessore: “Forlì è stato il primo Comune ad approvare la legge di iniziativa popolare sui rifiuti. E’ stato negato ad Hera Ambiente l'uso dell'inceneritore per il trattamento di biomasse, con conseguente estensione della quantità massima autorizzata, e di materiali provenienti dal altre Province. E’ stata realizzata la raccolta porta a porta per aumentare la percentuale di raccolta differenziata di qualità”. Bellini ribadisce inoltre la riconferma degli obiettivi previsti dall'autorizzazione integrata ambientale dell'inceneritore di via Grigioni, “che si traducono nella riduzione della quantità autorizzata da 120.000 a 70.000 tonn/anno”, precisa.
L’auspicio dell’assessore e di tutta l’amministrazione a cui si somma anche la volontà degli stessi cittadini è che dalla regione arrivino proficue collaborazioni.

“L'amministrazione comunale si augura di incontrare la collaborazione di tanti Enti e Amministratori a livello regionale, come già avvenuto per la legge di iniziativa popolare, sottoscritta dopo il Comune di Forlì da moltissimi Comuni e Province italiane, fino a raggiungere oltre 1.200.000 abitanti”; un auspicio più che condivisibile, specie alla luce delle ultime vicende che hanno visto proprio l’amministrazione regionale latitante rispetto alle esigenze del territorio forlivese, di cui l’aeroporto è un chiaro esempio e una ferita ancora non rimarginata.

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