22 aprile 2013 - Forlì, Cronaca, Società

Rifiuti ospedalieri, DestinAzione Forlì chiede di vigilare su Mengozzi

Il consigliere comunale Raffaella Pirini preoccupata per il quantitativo di fumi emessi

FORLI’ - Raffaella Pirini, capogruppo della lista civica  DestinAzione Forlì, ha presentato un’ interpellanza urgente sul fatto che l'inceneritore di Rifiuti Speciali Ospedalieri della ditta Mengozzi  abbia aumentato il pennacchio dei fumi emessi.

“E’ noto che, per la differente impiantistica, dai camini dei due inceneritori funzionanti a Forlì, quello di Hera s.p.a. per rifiuti urbani e quello della Mengozzi s.p.a., non escono due colonne di fumo equivalenti. Ebbene, dal camino di Hera, per questioni legate principalmente alla temperatura e all’umidità, non si vede uscire nulla, mentre da quello di Mengozzi si è sempre vista uscire una colonna di fumo di dimensioni rilevanti – racconta la stessa Raffaella Pirini -. Ma, considerato che da una mia visione diretta e dalla segnalazione preoccupata di molti cittadini, da circa un mese il fumo che esce dal camino dell’inceneritore di Mengozzi è aumentato considerevolmente, chiedo al Comune di verificare la congruità di questa situazione, visto che, per legge, il sindaco Roberto Balzani è chiamato a tutelare la salute dei Cittadini, oltre che a far rispettare le norme sulla salubrità dell’aria che respiriamo”.

Ne segue un accorato appello lanciato alle istituzioni  dalla capogruppo della lista civica  DestinAzione Forlì: “Non possiamo più permetterci di bruciare i rifiuti. Nemmeno gli ospedalieri, per i quali è a disposizione già da anni la tecnica della sterilizzazione con riduzione del volume e produzione di materia prima seconda. Bisogna invertire la rotta del meccanismo che oggi incentiva indirettamente impianti inquinanti e nocivi per la salute”: insiste Raffaella Pirini che, giorno per giorno, chiama alla prova dei fatti il sindaco di Forlì e l’assessore Bellini, che contro gli inceneritori locali si sono costituiti parte civile al processo che per ora si è fermato ad un nulla di fatto.

“Non vorremmo che fosse una manovra degli esponenti del Pd per parlare “male dell’inceneritore” con una anomala “preoccupazione ambientalista dell'ultima ora” magari  solo per risalire la china dell'elettorato sempre più stanco dei partiti che sfruttano il territorio senza   tutelare l’ambiente e soprattutto la salute dei cittadini. Ma in questo caso saremmo lieti di essere smentiti da Balzani se le sue vocazioni ambientaliste si rivelassero genuine”: aggiunge Raffaella Pirini.

Fuori sacco, in un comunicato stampa inviato ai media locali, Raffaella Pirini chiama in causa anche il ruolo dell’attuale presidente della  Provincia di Forlì-Cesena e del suo predecessore ricordando che anche Bulbi aveva avuto più volte  in mano gli strumenti  amministrativi per  rimettere in discussione  il procedimento dell’aumento della portata dei rifiuti ospedalieri da incenerire (oltre che quello dei rifiuti urbani).

E la capogruppo della lista civica  DestinAzione Forlì ne ricostruisce l’iter:  è vero che una  delibera provinciale del 2004 (la n. 30 del 29-01) autorizzava il raddoppio della potenzialità dell’inceneritore della ditta Mengozzi, passando da 16.000 a 32.000  tonnellate/anno fu della giunta Gallina, ma la giunta Bulbi, insediatasi pochi mesi dopo, non fu esente da responsabilità. Infatti nel 2006, pur essendo stato accolto il ricorso al TAR effettuato dal Wwf, con il sostegno dell’Associazione Clan-Destino, che faceva decadere l’autorizzazione concessa e rendendo quindi necessario ripetere la VIA, la Provincia, appellandosi ad un cavillo interpretativo, decise di ignorare le prescrizioni del giudice e di concedere un aumento a 28.000 tonnellate (quantità giudicata idonea anche dai tecnici della stessa Provincia, mentre le 32.000 tonnellate furono autorizzate per una forzatura degli Assessori Provinciali della Giunta Bulbi contro il parere del proprio ufficio tecnico). A luglio 2009 il Consiglio di Stato decise poi, in maniera inaspettata, che la Provincia di Forlì-Cesena fosse obbligata a concedere alla Mengozzi s.p.a. le 32.000 tonnellate richieste.

 “Esistono dunque precise responsabilità politiche della maggiore destinazione di rifiuti speciali ospedalieri nell’inceneritore che non si possono oggi rimuovere, come fanno Bulbi e Balzani. E proprio con queste premesse, oggi, ci troviamo costretti a chiedere con l’annunciata interrogazione   - chiude l’intervento Raffaella Pirini - per quali motivi sia cambiata l'entità della colonna di fumo emessa dal camino di Mengozzi, e chiediamo anche conto delle singole variazioni intervenute, ad esempio: la modifiche impiantistiche e/ autorizzative della pressione di uscita dei fumi, o dell'umidità , oppure se siano stati concessi aumenti dei quantitativi di rifiuti bruciati all'ora o all'anno”

Scrivi un commento

Abbiamo bisogno del tuo parere. Nel commento verrà mostrato solo il tuo nome, mentre la tua mail non verrà divulgata. Puoi manifestare liberamente la tua opinione all'interno di questo forum. Il contenuto dei commenti esprime il pensiero dell'autore che se ne assume le relative responsabilità non necessariamente rappresenta la linea editoriale del quotidiano online, che rimane autonoma e indipendente. I commenti andranno on line successivamente. L’Editore si riserva di cambiare, modificare o bloccare i commenti. E’ necessario attenersi alla Policy di utilizzo del sito, alle Policy di Disqus infine l’inserimento di commenti è da ritenersi anche quale consenso al trattamento dei dati personali del singolo utente con le modalità riportate nell'informativa.
24WEBTV: La Cronaca in Video Le storie della città in "diretta" sullo schermo.