19 aprile 2013 - Forlì, Cesena, Economia & Lavoro, Società

Boccata d'ossigeno per le imprese

Un accordo per l'anticipazione dei pagamenti alle imprese creditrici degli Enti locali

FORLI’ / CESENA - Bankitalia ha stimato il debito delle pubbliche amministrazioni a quota 91 miliardi di euro di cui il 12% è stato ceduto alle banche con la clausola pro soluto. Questo debito pesa all'economia del paese ben 5 punti di Pil e a quanto risulta il 25% delle imprese dichiara di avere crediti verso le pubbliche amministrazioni. Per fare fronte a questa situazione è stato sottoscritto un accordo tra Camera di Commercio di Forlì Cesena, Collegio Notarile di Forlì Cesena e Rimini , Cassa dei Risparmi, Federazione di Banche di Credito Cooperativo dell'Emilia Romagna, Intesa san Paolo, Unicredit e Monte dei Paschi di Siena.

Le imprese che vantano dei crediti che conseguono a contratti inseriti nel capitolo dei finanziamenti possono richiedere a banche o intermediari la cessione pro soluto, l'anticipazione dei crediti o la cessione pro solvendo: tre strade, insomma per tornare a respirare in un momento di apnea per la liquidità. Ovviamente queste opzioni sono utilizzabili solo nel circuito delle banche che hanno sottoscritto l’accordo e che quindi aderiscono al patto. Questo accordo interesserà tutte le imprese creditrici degli enti locali della provincia e quelle fuori dal territorio di Forlì Cesena che però vantano crediti nei confronti della pubblica amministrazione locale.

Per le aziende si preannunciano tariffe di favore anche in termini di adempimenti burocratici, tra queste  si annoverano anche le spese notarili ed è per questo che al patto aderisce anche il collegio notarile. Sono state ampliate le tipologie di smobilizzo della liquidità, è garantita una durata pluriennale e si è deciso l'abbattimento del 50% degli oneri finanziari sostenuti dalle imprese. Questo patto offre diversi vantaggi alle aziende: l'anticipazione delle riscossioni degli Enti pubblici per le opere realizzate, condizioni bancarie stabili e omogenee, (3% di spread + euribor) e salvaguardia degli affidamenti bancari con la cessione pro soluto.

Nel concreto, se un azienda cede un credito pari a 100 mila euro, con un anticipazione di 6 mesi al tasso del 3.208%,(euribor 0.208% + 3% di sperad), vedrà decurtarsi dall'ammontare un importo pari a 2.625 euro.

Questo accordo è una strada complementare allo sblocco della liquidità, seppur parziale, prevista dal governo per le pubbliche amministrazioni.

Nel corso degli anni il numero delle banche aderenti al piano è aumentato, agevolando così le imprese nel non dover aprire nuovi rapporti con altri istituti di credito.

“La disponibilità delle amministrazioni ha dei tempi che l'azienda non può attendere – spiega l’assessore al bilancio del Comune di Forlì, Emanuela Briccolani -  e ben vengano accordi di durata come questi. Il decreto sblocca pagamenti è un primo passo verso le aziende, ma sono ancora tante le incognite; in due anni verranno sbloccati 40 miliardi, contro un'esigenza più che doppia. Noi come Comune di Forli (in quest’ottica) avremmo già finito i crediti disponibil.”

“Non è detto che al termine della ricognizione effettuata dal Ministero – ha dichiarato inoltre l’assessore Briccolani - ci sia liquidità supplementare per pagare più creditori di quelli al momento presumibili. Stiamo lavorando anche su questo campo per offrire una boccata d'ossigeno”.

La situazione nel corso degli anni è decisamente cambiata: oggi è la possibilità di pagamento che determina l'azione politica degli investimenti da parte delle amministrazioni;

in altre parole significa che non si investe più secondo il principio “del bisogno del territorio” ma di quali sono le cifre che si possono spendere, un principio ancor più restrittivo in funzione della norma che obbliga le amministrazioni a tempi certi nei pagamenti ma che dall’altra parte non permette agli Enti Locali di allargare i cordoni della borsa.

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