Sblocco fondi amministrazione, si delineano tempi e modi

FORLI' - Con una conferenza ad hoc tenutasi questa mattina l’assessore al bilancio del Comune di Forlì, Emanuela Briccolani, ha cercato di fare luce sul provvedimento approvato dal governo nei giorni scorsi che prevede “uno strappo alla regola” in materia di patto di stabilità.

I dati sono confermati: saranno resi disponibili, liquidità pari a circa 3 milioni di euro e sono già state scandite le date con cui l’amministrazione sarà tenuta a procedere per evadere le fatture scadute. Vale la pena ricordare che la parte corrente non è mai stata bloccata e i pagamenti in questo caso sono garantiti. Le fatture rimaste insolute sono quelle che rientrano, invece, nel cosiddetto titolo 2 ossia nel capitolo degli “investimenti”.

 

La “fase uno”  si concluderà entro il 30 aprile prossimo e per quella data saranno comunicati i debiti scaduti certi ed esigibili contratti dal Comune di Forlì, che al momento si attestano intorno agli 8 milioni e 800 mila euro. Il Ministero delle Finanze, entro il 15 maggio, dovrà comunicare gli importi spettanti a ciascun Comune e quale parte di pagamenti potrà essere svincolato dai patti di stabilità.

La disponibilità “liquida”di Forli è di circa 28 milioni di euro e con ogni probabilità lo sblocco porterà ad una liquidità di 3 milioni. Il comune entro il 31maggio l’amministrazione comunale comunicherà ai creditori entro quanto saranno saldati i crediti. “Chi ha gia richiesto certificazione non deve restituirla – spiega l’assessore Briccolani -  ma potrebbe essere l'unica possibilità per i fornitori di veder realizzato il loro credito”.

Dal 30 aprile al 30 settembre attraverso la piattaforma telematica, che dovrebbe essere già in costruzione, il Comune dovrà comunicare elenco dei debiti e generalità dei creditori, con l'obiettivo principale di garantire la trasparenza al pubblico e tutela ai creditori.

Tra le 93 ditte cui il Comune deve dei soldi, figura anche Acer e questo apre scenari davvero importanti e imprevedibili. Se il debito figurasse cronologicamente tra i primi a dover essere saldato in via prioritaria secondo i criteri di graduatoria delineati, potrebbe succedere anche il “patatrac”, cioè che solo l’azienda Case potrebbe vedere estinto il proprio debito “a discapito” delle altre 92 aziende. “non sappiamo se, visto che Acer è una nostra partecipata, saremo in condizione di poter chiedere di rinunciare al saldo in questi termini – spiega l’assessore Briccolani -  dobbiamo attendere direttive dal Ministero in merito”. Detto questo, non si esclude tuttavia che la situazione possa essere più reale di quanto si possa immaginare. Nel frattempo si stanno preparando i mandati e si conta di arrivare al 15 maggio pronti ed operativi per cominciare a saldare al più presto i debiti rimasti insoluti. Dato che, si presumono fondi non sufficienti a saldare i quasi 9 milioni di euro da coprire, la situazione è in continuo divenire e qualcuno potrebbe non essere accontentato; per questo motivo l’assessore Briccolani consiglia: “le aziende attendano per conoscere la propria posizione nell’elenco dei pagamenti ed in base a quella facciano le proprie scelte, senza escludere sin d’ora la certificazione per l’accesso al credito. Il sistema potrebbe offrire fragili illusioni alle aziende”. Sui tempi di pagamento, fatta eccezione della pessima performance registrata nel 2011, il comune di Forlì riesce a saldare i propri creditori mediamente nel giro di 8 mesi, ancora troppo rispetto alle stringenti norme che vengono imposte dall’Europa. Tuttavia una forte contrazione (dovuta in buona parte alla mancanza di investimenti ndr) del debito pubblico si è registrata e la riduzione dei tempi di pagamento ne è la prima ed immediata conseguenza. Anche a non volerci pensare rimane comunque un annoso dubbio che tutti, imprenditori per primi ripongono: “Acer a pancia piena o a bocca asciutta?”

 

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