Aeroporto, il "mea culpa" di Bulbi sulla chiusura dello scalo

"Ciascuno deve assumersi le proprie responsabilità. Comincio, perciò, con le mie"

FORLI’ – Come prevedibile la questione aeroporto di Forlì arriva, dopo il triste epilogo anche in consiglio provinciale ed è proprio in questo ambito che il presidente dell’ente di Forl’ Cesena è intervenuto con una comunicazione ufficiale di cui riportiamo le parti più salienti:

 

“Sono sempre stato convinto del ruolo dell’aeroporto come strumento per lo sviluppo, ma anche come sostegno alla nostra economia per esempio per il turismo. Gli studi a livello internazionale indicano un fortissimo sviluppo del trasporto aereo nei prossimi decenni. La Save aggiunge che in futuro ci saranno sempre più passeggeri nelle aerostazioni, per cui i piccoli scali decongestioneranno l’intasamento nei grandi scali. Quello di Forlì è dotato di infrastrutture che lo rendono facilmente raggiungibile, mentre Rimini le deve costruire. Io, al partito dello scaricabarile non mi sono mai iscritto. Non l'ho fatto nemmeno quando avrei potuto, ad esempio quando, appena arrivato in Provincia, scoppiò ‘Rifiutopoli’ o quando ci trovammo a dover sistemare, pur spettando ad altri prima di noi, il sistema fognario e neppure quando non potemmo che dar seguito ad un iter già avviato per il raddoppio di un inceneritore privato, nonostante non condividessimo affatto la scelta.  Credo, allora, che anche sulla vicenda dell'Aeroporto 'Ridolfi' di Forlì, ciascuno debba assumersi le proprie responsabilità. Comincio, perciò, con le mie”.

Mi sento responsabile di non essere riuscito a far capire alla Regione Emilia Romagna ed in particolare al Presidente, Vasco Errani, che l'Aeroporto di Forlì, rispetto a quello di Rimini aveva ed ha tutte le carte in regola per essere ricettivo e competitivo ed è all'avanguardia dal punto di vista tecnologico e strumentale. La cosa mi spiace, in particolare, dopo aver letto sui giornali che il Presidente di Aeradria, Massimo Masini, quello che vantava di guidare un “aeroporto senza debiti”, lamenta un buco da 37 mln di euro causato in gran parte dalle spese necessarie all'adeguamento strutturale. La Regione - forse perché c'è un riminese in Giunta - ha, purtroppo, preferito credere sempre ad altri, al punto che quando si parlò di una potenziale fusione, a Rimini sarebbe dovuto andare l'80% di tutto e a noi il resto. Mi sento responsabile di non essere riuscito a far capire, partendo dalla Regione, che grande poteva essere l'opportunità di un accordo con la SA.VE. di Venezia. Non siamo stati capaci di lavorare tutti insieme forse perché qualcuno, sabotando il progetto, pensava di dover salvaguardare il sistema regionale da 'infiltrazioni' indesiderate, mentre quell'opportunità doveva essere assolutamente raccolta e dovevano essere create e favorite tutte le condizioni affinché essa potesse concretizzarsi”.

 “Mi sento responsabile di non essere riuscito a far capire l'importanza dell'aeroporto come elemento di competitività e di attrattività, specie turistica, a tutti i Sindaci della Provincia e specialmente a qualcuno del comprensorio cesenate ed alle associazioni di rappresentanza. Una conferma della logica bipolare che non siamo riusciti a superare, nonostante le spinte favorevoli alla Provincia Unica di Romagna. Infine, mi sento responsabile di non essere riuscito a far capire agli imprenditori, salvo poche lodevoli eccezioni, la necessità di sostenere economicamente l'infrastruttura in modo da non limitarsi ad attendere seduti che arrivasse, chissà da dove, “l'uomo della Provvidenza”. Un'attesa favorita dalle speranze alimentate dall'opera di chi aveva la responsabilità primaria in questi mesi e che poteva, invece, essere trasformata in maggior impegno da spendere nel coinvolgimento del sistema imprenditoriale romagnolo, iniziando da coloro che già avevano manifestato interesse. La ventilata chiusura del Ridolfi è, perciò, una sconfitta pesante ed un impoverimento reale per tutto il sistema provinciale e romagnolo”.

“Spero che possa, almeno, essere l'ultima pagina di una miope metodologia politico-economica e l'esempio utile ad inaugurare una nuova stagione di lavoro a vantaggio di tutti. Spero che alla Provincia possa essere riconosciuto di non aver mai mancato di fornire il sostegno ed il supporto a tutte le iniziative che sono state, via via, intraprese e di aver cercato di dare risposta a quelle richieste che, in questi anni, ci sono state rivolte. Mi riferisco sia al coinvolgimento di alcuni imprenditori, nonostante non fossimo noi i rappresentanti istituzionali del sistema imprenditoriale, sia al supporto delle iniziative dei lavoratori dello scalo e delle loro rappresentanze. A ciascuno di loro assicuro il nostro impegno, anche nel prossimo futuro, per la migliore soluzione del problema occupazionale ed esprimo apprezzamento e condivisione per i contenuti della bella e propositiva  ‘lettera aperta all'opinione pubblica’  che  hanno sottoscritto e a cui penso, tutti noi, vogliamo subito rispondere con l'assicurazione che, da parte nostra, i riflettori sul loro destino non si spegneranno e che non saranno lasciati soli”.

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