29 marzo 2013 - Forlì, Cronaca, Sanità, Società

Robot chirurgico in ginecologia, Forlì prima in regione

FORLI' - E’ l’ospedale “Morgagni-Pierantoni” di Forlì il primo centro dell’Emilia-Romagna a utilizzare il robot chirurgico in ginecologia. Da dicembre, l’U.O. di Ginecologia-Ostetricia, diretta dal dott. Celestino Claudio Bertellini, offre alle proprie pazienti anche questa opportunità, unica realtà in tutta la Regione.

Il presidio forlivese si conferma, così, uno dei centri italiani ed esteri col maggior impiego pluridisciplinare del robot, acquisito nel 2007 e recentemente rinnovato grazie a una generosa donazione della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì. Sono ben sette le specialità (Chirurgia generale gastroenterologia e mini-invasiva, Chirurgia endocrina, Otorinolaringoiatria, Urologia, Chirurgia Toracica, e Ginecologia, Chirurgia Toa) a servirsene quotidianamente.

«In Italia, dopo l’urologia, è la ginecologia la branca in cui più si utilizza il robot, mentre a livello mondiale è addirittura la prima – commenta il dott. Bertellini – d’altronde, i risultati sono nettamente migliori rispetto alla laparoscopia:  gli interventi risultano meno impattanti, e quindi, presentano un miglior decorso post-operatorio e una più rapida ripresa delle normali attività. L’abbiamo verificato anche nelle pazienti operate sino ad ora a Forlì: tutti i casi hanno avuto un esito molto positivo». Il robot ha indubbi vantaggi pure per il chirurgo. «Operare è più facile, perché possiamo effettuare movimenti a 360 gradi, che gli strumenti classici della laparoscopia non consentono; in più, abbiamo a disposizione una visione a tre dimensioni».

L’impiego del robot rientra nel più vasto progetto di sviluppo delle tecniche di chirurgia mini-invasiva in campo ginecologico, compresa l’oncologia, che il dott. Bertellini ha portato avanti sin dal suo arrivo alla direzione dell’unità, il 29 marzo 2011. In questi due anni, infatti, ha rivoluzionato l’approccio chirurgico, passando da interventi tradizionali, spesso laparotomici,  a interventi per via vaginale,e a operazioni sempre meno traumatiche e invasive, quali l’isteroscopia e la laparoscopia, dirette a garantire un minor impatto sulle pazienti, in quanto permettono una visione diretta degli organi interni senza necessità di effettuare particolari aperture. Ora, con la chirurgia robotica, è stato aggiunto un prezioso, ulteriore, tassello.

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