Aeroporto, l'intervento di Zambianchi

"Le classi dirigenti devono saper individuare, in maniera responsabile e unitaria, le direttrici dello sviluppo”

FORLI' - "Il nostro territorio ha assistito ai recenti eventi e ricorda ancora il lungo e tormentato percorso di questa infrastruttura che comunque non ha nulla da invidiare, in termini di dotazione tecnica e aeronautica, ai vicini scali regionali.

Il mercato italiano del traffico aereo sta vivendo una difficile fase, perché esposto, sia alle difficoltà dei grandi operatori nazionali, sia alle politiche commerciali insostenibili imposte dalle compagnie low cost. Tutto ciò ha determinato rigidità di bilancio in numerosi gestori aeroportuali.

In questo contesto, la consapevolezza dell’importanza dello scalo forlivese in relazione ad un territorio economicamente vivace e attrattivo, ad un posizionamento geografico favorevole rispetto al bacino dell’Est-Europa, e ad un Polo Tecnologico Aeronautico di eccellenza, ha motivato e giustificato l’enorme sforzo compiuto da Seaf in questi anni.

I soci si sono impegnati nel garantire alla società la liquidità necessaria per la funzionalità dello scalo in presenza di un bando comunitario di privatizzazione indetto da Seaf e, successivamente, a seguito della creazione di SAR (Società Aeroporti di Romagna con la partecipazione della Regione Emilia-Romagna e degli Enti Locali forlivesi e riminesi) e infine con la nascita di SAER (Società Aeroporti dell’Emilia-Romagna creata in vista del coinvolgimento di SAB).

Risultati vani i sopraccitati tentativi, i soci sono stati in prima linea nel presentare in Italia e all’estero le potenzialità del Ridolfi per attrarre investitori ai quali, grazie al bando aperto da ENAC, veniva data la possibilità di ottenere la concessione totale quarantennale dell’aeroporto.

Su questa partita lo sforzo della Camera di Commercio è stato massimo, non solo perché sono state prese delibere di spesa “coraggiose”, ma anche perchè sono stati realizzati, anche presso la nostra sede, decine e decine di incontri con imprese italiane e straniere,  tutti mirati ad esplorare ogni possibilità; ed affermo con cognizione di causa che nessuna strada è rimasta intentata.

E’ proprio in questa fase che il sistema imprenditoriale locale è entrato in campo: svariati imprenditori hanno manifestato concretamente la disponibilità a partecipare ad una cordata per l’affidamento della gestione da parte di ENAC, disponibilità che non si è limitata al semplice apporto finanziario, ma anche a valutazioni sulla possibilità di rilancio dello scalo nella direzione del traffico merci, della manutenzione e della formazione.

Purtroppo non si è raggiunta la massa critica per poter concretizzare un’offerta finanziaria in linea con l’investimento indicato nel bando di gara e con gli impegni di medio/lungo periodo, perché anche le nostre imprese stanno soffrendo la crisi.

Controproducente per l’esito della gara è stata anche la pubblicazione del Piano Nazionale Aeroporti a bando ancora aperto, che non ha incluso il Ridolfi fra gli scali di interesse nazionale, disincentivando così potenziali investitori, ad impegnarsi per uno scalo classificato di “serie B”.

Allo stesso tempo, non posso non stigmatizzare la visione miope ed individualistica degli aeroporti vicini, che non hanno mai pensato allo scalo forlivese in un’ottica di opportunità se non di breve, almeno di medio periodo, ma hanno alimentato strategie di contrasto e cannibalizzazione, che non sono giovate a nessuno, né al Fellini, che sconta una pesante situazione di indebitamento, né al Marconi, se vorrà veramente fare un salto significativo nello sviluppo del traffico.

Certo, un intervento netto ed autorevole della Regione in forza della sua funzione di programmazione e di governance del sistema aeroportuale regionale avrebbe evitato lotte deleterie e avrebbe favorito l’avvio di una vera rete aeroportuale emiliano-romagnola competitiva e attrattiva.

In questo mio intervento non posso poi non riconoscere l’impegno delle Istituzioni e di tutte le persone che hanno lottato fino all’ultimo giorno per dare continuità alla vocazione commerciale del Ridolfi.

Concludo sottolineando che esiste ancora un futuro per lo scalo forlivese e che tale futuro va coltivato con decisione e intraprendenza.

Nell’ambito del Polo Tecnologico Aeronautico operano infatti Istituzioni e strutture d’eccellenza nel campo dell’istruzione e della formazione aeronautica ed aerospaziale: Università, Itaer ed Isaers che possono qualificarlo come un Polo Tecnico Professionale tra i primi in Italia, in grado di interconnettere l’offerta formativa con i fabbisogni della filiera produttiva aeronautica.

Proprio attorno a questa filiera si sta formando un “cluster aerospaziale” regionale di imprese altamente specializzate e strutturalmente solide, che potrebbe trovare a Forlì un luogo di convergenza e di identità, capace di proiettare la tecnologia italiana in questo settore verso nuovi mercati internazionali.

Resta confermato anche l’interesse di alcune importanti imprese del comparto agroindustriale per l’utilizzo del vettore aereo nel trasporto “da e per” i mercati europei e nord-africani di prodotti ortofrutticoli locali, come cachi, kiwi giallo, ciliegie, fragole e pesche nettarine.

Proprio nell’ottica di agire in aree ad alto valore aggiunto, sia nei settori tradizionali, sia nel settore aerospaziale – settori che potrebbero guidare lo sviluppo del Territorio nei prossimi decenni, - è necessario indirizzare gli sforzi di tutti gli attori locali, affinché queste prospettive diventino realizzabili e contribuiscano a sviluppare la competitività e l’attrattività di un territorio che vuole collocarsi fra le eccellenze del Paese".

 

Alberto Zambianchi

Presidente Camera di Commercio di Forlì Cesena

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