26 marzo 2013 - Forlì, Cronaca, Società

Ridolfi, l'opinione di Raffaella Pirini

FORLI’ - Enac ha comunicato al liquidatore di Seaf, Riccardo Roveroni  che non è stata presentata, nel termine previsto del 25 marzo, alcuna domanda di partecipazione al bando di gara per la concessione della gestione totale dell’Aeroporto L. Ridolfi di Forlì. L’operatività dello scalo di via Seganti  sarà quella minima, funzionale a mantenere attivo il gruppo di lavoratori specializzati, così che, insieme alla struttura aeroportuale, siano in funzione almeno voli privati e attività delle scuole di volo e e rotte commerciali non programmate.

Di questo s’è parlato nell’ultima seduta del consiglio comunale.
E su  questo esito ha preso la parola anche Raffaella Pirini , capogruppo della lista civica DestinAzione Forlì, che ha poi affidato ad un comunicato stampa le sue riflessioni: “L'aeroporto ‘Ridolfi’ dal 2004 al 2012 è costato ai forlivesi   40 milioni di euro , soltanto dalla Regione dal 2006 sono stati spesi : 6,5 milioni per Forlì     e 3 milioni  buttati nella Sar (Società aeroporti Romagna), l ‘ holding che doveva unire gli aeroporti di Rimini e della nostra città, senza che un piano industriale si sia mai potuto concretizzare. Per anni abbiamo chiesto che non venissero  sperperati soldi pubblici in attività fallimentari non solo annunciate, e prevedibili, ma dissimulate in mille roboanti dichiarazioni di amministratori locali ed esponenti di partito di Forlì, Cesena ed anche Bologna, il capoluogo dell’Emilia-Romagna  che – attraverso la Regione ed il Vertice Sab -  ha comunque giocato un ruolo nel destino forlivese. Roboanti dichiarazioni rivelatesi poi inutili e false promesse ... ”.

“ Per anni – commenta Raffaella Pirini in una nota inviata ai mass media  - abbiamo ripeuto che  non poteva mai esserci un bacino credibile di utenza sufficiente a far funzionare tutti gli  aeroporti della nostra regione (Bologna, Parma, Forlì e Rimini) esistenti nel raggio di pochi chilometri l’uno dall’altro . DestinAzione Forlì aveva proposto all'amministrazione comunale di non utilizzare i soldi della quota parte di Seaf in  un'attività rivelatasi fortemente in  perdita, ma  di  spenderli per favorire la nascita di un trasporto pubblico locale all’avanguardia , fornendo così un servizio ai cittadini in ostituzione del sovrannumero di auto che circolano in città,  con ovvi miglioramenti per l'ambiente e per le tasche degli stessi cittadini stessi, e dando origine anche a molti posti di lavoro: per l’estensionme della rete e dei servizi connessi. Un appello inascoltato”.
Amara anche la constatazione finale della capogruppo della lista civica DestinAzione Forlì   Raffaella Pirini che ha osservato come i primi a non credere nel futuro dello scalo siano stati proprio gli imprenditori di Forlì-Cesena e Ravenna (“che attraverso le associazioni di categoria non hanno mai investito quote considerevoli in Seaf anche quando si voleva estendere il raggio d’azione nell’area dei lidi ravennati”) e che anche nel caso di Rimini “pur con una presenza piu’ vivace delle forze produttive in Aeradria,   si stiano accumulando debiti ingenti” che forse “soltanto con il sostegno del governo (che fra i 31 scali di rilevanza nazionale ha inserito proprio il ‘Fellini’ di Rimini, ndr) potranno essere abbattuti, per scongiurare un altro, l’ennesimo, sperpero di denato pubblico”.

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