21 marzo 2013 - Forlì, Cronaca, Politica, Società

Lo startup del porta a porta pagato con le accise dell'Enel

Destinazione Forlì critica le scelte della Giunta forlivese

FORLI’ - L’abbandono in strada e nell’ambiente dei rifiuti ingombranti ha un costo elevatissimo per la collettività  forlivese: un costo molto alto, dovuto al comportamento scorretto di alcuni, pochi, cittadini, che ricade su tutti gli altri abitanti della nostra città. Tanto per tenere la città pulita Hera e l’Amministrazione comunale hanno dovuto attivare un servizio apposito di raccolta degli  abbandoni, che comporta oltre 11mila interventi all’anno e per il quale si è arrivati a spendere 300mila euro annui. Una cifra che si traduce in un aumento, già apportato alla bolletta, di circa 6 euro a tutte le famiglie forlivesi.

“Superfluo, allora, dopo l’ennesimo prelievo dalle tasche dei cittadini che il Comune ed Hera invitino i forlivesi a conferire i rifiuti nelle isole ecologiche a nostra disposizione: appena due (in via Isonzo e via Mazzantinti)  per una comunità che conta 110 mila abitanti. Una disponibilità irrisoria per chi volesse seriamente sperimentare il porta a porta che  dovrebbe invece poterne disporre di almeno una decina,  a copertura dei principali quartieri del territorio. 

Ed è un invito che da tempo, con spirito collaborativo, abbiamo avanzato alla giunta comunale. Proprio perchè continuiamo a ritenere che la raccolta rifiuti capillare e col porta a porta sia il migliore strumento per sottrarre materia di combustione all’inceneritore”: afferma in una nota Raffaella Pirini, capogruppo della lista civica DestinAzione Forlì.     

Ed in realtà un monito sulla gestione disarmonica dei rifiuti e sulle spese “pazze” del Comune che ricadono puntualmente sulle spalle di tutti i cittadini, Raffaella Pirini lo aveva già lanciato nell’aula del consiglio comunale, il 30 agosto 2011, in sede di variazione di bilancio di previsione 2011/2012/2013.
“In quell’occasione – ricorda la stessa Raffaella Pirini – avevo criticato la scelta della giunta Balzani di procedere ad una maggiorazione della tariffa sull’accisa dell’energia, per fare fronte ai vari  servizi ambientali, 960 mila euro che tanto per cambiare vanno a carico dei nostri concittadini, (per famiglia l’aggravio è stata una spesa una tantum (forse) di 16 euro in media nel 2011) a copertura dei costi per  lo start up del porta a porta e per ciò che non è stato coperto oltre le prime fasi di collaudo e avvio. 

Questi costi dovevano essere assolutamente coperti da Hera.

Quella di alleggerire in questo modo le tasche dei cittadini, già vessati da altre mille tasse e indeboliti dalla crisi economica, per di più per coprire costi dei quali si sarebbe dovuta far carico Hera, è certamente la via più semplice che poteva percorrere l’amministrazione, ma è anche quella meno illuminata e coerente con i principi di razionalità della spesa per le ragioni anticipate in premessa.

Il ragionamento da fare era invece che "in assenza di un numero adeguato  di stazioni ecologiche era facile prevedere che i cittadini non sarebbero stati disincentivati ad abbandonare i rifiuti per strada, nei campi e nei fossi e se proprio si voleva applicare quell'aggravio, consentivo a livello governativo, si sarebbe dovuto usare per la costruzione delle isole ecologiche mancanti. 

Altra cosa poi sarebbe stato trovare le risorse necessarie che servono per la tutela dell’ambiente e per creare nuova occasioni di lavoro e rilancio dell’economia proprio grazie al porta a porta, possibilmente senza andare a frugare nelle tasche dei cittadini, ma semmai con economia di scala o rinunciando ad altri investimenti rivelatisi un buco nell’acqua (Sapro, Aeroporto etc...) e del tutti autoreferenziali, come nel caso di Forlì Città Solare... come avevo affermato con due anni di anticipo, facile profeta, in consiglio comunale”: conclude la capogruppo della lista civica DestinAzione Forlì Raffaella Pirini.

 

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