19 marzo 2013 - Forlì, Agenda, Cultura, Eventi

Emergenza carceri, la Papa Giovanni XXIII promuove un'alternativa

"Apericena", testimonianze e dibattito a L'Urlo

FORLI’ - Emergenza carceri: si parla sempre più spesso del dramma italiano delle case circondariali, del sovraffollamento, delle difficili condizioni di vita dei detenuti, della scarsa efficacia della reclusione sotto il profilo del recupero personale e del reinserimento.

Ma non si può fare nulla? Non ci sono alternative praticabili?

La Comunità Papa Giovanni XXIII da anni sperimenta il sostegno diretto ai detenuti e sostiene che un’alternativa sia possibile, praticabile, ed anche economica per lo Stato. Centinaia di detenuti hanno potuto trovare accoglienza in case famiglia e in strutture appositamente dedicate a queste persone.

Per far conoscere queste realtà, l’Associazione “Comunità Papa Giovanni XXIII” propone un “apericena” per parlare di carcere e di recupero e reinserimento sociale attraverso le testimonianze di chi, direttamente, lavora ogni giorno in questo ambito: saranno presenti volontari e operatori del servizio Carcere della Comunità Papa Giovanni XXIII.

A partire dalle 19:00 del 20 marzo, presso “L’urlo, in collaborazione con il Centro Culturale San Francesco, porterà la propria esperienza Matteo Giordani, impegnato presso la Casa Madre del Perdono, una casa di accoglienza per detenuti attiva nel riminese, dove viene offerto a chi deve scontare una pena un’alternativa concreta al carcere ed un accompagnamento nel percorso di reinserimento in società.

Questa casa opera dal 2004, ed è riuscita ad abbassare la recidiva, ossia il tasso di ricadute in reati, in maniera significativa. L’esperimento è stato replicato anche in una seconda casa di accoglienza, per un totale di oltre trenta detenuti ed ex carcerati accolti fra le due strutture.

Sarà presente anche Stefania Luiso, Referente del Servizio Carcere di APG23 per la zona di Forlì, impegnata in varie attività di sostegno, fra cui colloqui, “Spazio famiglia”, momenti di esperienza all’esterno e molto altro ancora, all’interno della casa circondariale di Forlì.
Un ex-carcerato racconterà la sua testimonianza di cambiamento.

L’impegno nel mondo della detenzione, anche a Forlì, nasce dall'incontro fra membri della Comunità Papa Giovanni XXIII e i detenuti, nelle carceri italiane ed estere: persone che spesso hanno vissuto storie di abbandono, mancanza di opportunità di formazione e crescita culturale, un'adolescenza trascorsa in ambiti famigliari e sociali degradati ai margini della legalità, e che poi hanno imboccato la strada ingannevole della delinquenza.
Recenti statistiche dimostrano che più dell'83% dei detenuti, al termine della pena, ritorna in carcere per lo stesso reato. Il carcere, nella maggioranza dei casi, dimostra solo la sua impostazione punitiva ma non rieducativa della persona detenuta. Da qui l’urgenza di proposte alternative, che puntino davvero al cambiamento interiore e di tutta la vita.

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