28 febbraio 2013 - Forlì, Cesena, Cronaca, Economia & Lavoro

I Sindacati confermano, 100 impiegati della Ferretti destinati alla mobilità

Cgil Cisl e Uil una soluzione con l'azienda

FORLI' - Lunedì 25 febbraio si è tenuto a Forlì, l’incontro richiesto dalla Direzione Aziendale della Ferretti SpA, con le organizzazioni sindacali e le Rappresentanze unitarie di tutti gli stabilimenti del gruppo.

Cgil, Cisl e Uil, spiegano che l’azienda, dopo aver richiamato la situazione di mercato e le condizioni finanziarie e produttrice del gruppo, ha dichiarato di voler procedere all’apertura di una procedura di mobilità per circa 100 lavoratori, in applicazione di quanto deciso nel piano industriale, in merito alla prevista riduzione di costi fissi non direttamente legati al processo produttivo. Gli esuberi individuati dall’azienda sarebbero appartenenti alle categorie dei quadri, impiegati e operai indiretti e sarebbero distribuiti su tutti i cantieri del Gruppo.

 

I sindacati hanno fatto quindi massa critica e hanno messo in chiaro fin da subito la loro posizione in merito: “mentre sono chiari e rapidi gli interventi di riduzione dei costi che riguardano i lavoratori e l’occupazione, non è ancora stato chiarito quale tempistica avranno gli investimenti dichiarati dall’azienda nell’incontro di dicembre 2012 (circa 60 milioni di euro) e pertanto chiediamo che qualunque discussione parta necessariamente dagli impegni che concretamente la Ferretti intende assumere in termini di investimenti sui prodotti e sugli stabilimenti”.

Non è tutto, perché i sindacati ritengono che prima di valutare una procedura di mobilità l’azienda debba considerare l’utilizzo di tutti gli strumenti che possono escludere o ridurre il ricorso ai licenziamenti sia attraverso l’utilizzo di altri ammortizzatori sociali, come la Casssa Integrazione straordinaria e i contratti di solidarietà, sia attraverso una puntuale verifica dell’organizzazione del lavoro nei singoli cantieri, ma anche attraverso l’adozione di opportune soluzioni contrattuali.

Non si scende, quindi a patti e le organizzazioni sindacali spiegano di non essere disponibili ad  alcuna discussione rispetto alla definizione degli esuberi attraverso alla procedura di mobilità, se non a condizione che l’unico criterio di scelta dei lavoratori sia quello della “non opposizione al licenziamento”.

“Saremmo contrari – continuano i sindacati – a qualunque processo di terziarizzazione in sostituzione dei lavoratori dipendenti”.

I sindacati hanno quindi chiesto di aprire un confronto e di non procedere alle procedure di mobilità. Fino al prossimo incontro, l’azienda si è resa disponibile ad accettare questa proposta.

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