21 febbraio 2013 - Forlì, Cronaca, Società

Gelosia e alcool trasformano la vita di una donna in un incubo

Un 37enne ruomeno accusato di maltrattamenti in famiglia

FORLI’ - E’ la fine di un incubo, finalmente. A pochi giorni dalla festa della donna e con ancora negli occhi e nel cuore la manifestazione contro la violenza proprio sul gentil sesso, a Forlì si scopre un altro caso di furia domestica ai danni di una 31enne e di un bambino di soli 6 anni. La Squadra Mobile di Forlì, coordinata da Claudio Cagnini ha fatto scattare questa mattina le manette per un 37enne di origine rumena che dal 2007 non risparmiava la propria famiglia dalla sua aggressività, spesso dovuta all’abuso di alcolici. L’ordinanza è stata richiesta dal pm Alessandro Mancini ed il Giudice per le Indagini Preliminari, Luisa Del Bianco non ha avuto tentennamenti; una volta messa davanti ai fatti ed alle indagini portate avanti dagli uomini della Mobile ha riscontrato tutti gli estremi per procedere al fermo.

Alcol ma anche una cieca gelosia spingevano l’uomo ad aggredire non solo con le parole ma anche con i fatti la giovane moglie che nel 2009 arrivata alla disperazione ha cercato riparo fuggendo col piccolo e tornando in Romania. C’è dell’altro ed è qualcosa che non si vorrebbe mai raccontare: in quei due anni la donna è stata malmenata più volte davanti agli occhi attoniti del bambino che spesso cercava di sottrarsi a queste scene scappando a casa di amici. Anche la moglie cercava sostegno e protezione dalle famiglie di connazionali che abitavano nella zona, ma ogni volta il marito ritrovava lei e il piccolo ed una volta a casa, la scena si ripeteva da capo. Solo in un’occasione, ma pare già abbastanza, pare che il padre abbia picchiato il figlio causandogli delle lesioni. La donna dopo le minacce, l’obbligo di smettere di lavorare e la paura con cui doveva convivere ogni giorno ha preso una decisione chiara: lasciare il marito. Quindi nel 2009 la ragazza fugge con il figlio e torna nel suo paese di origine e chiede l’avvio delle pratiche di separazione. Qui tornano alla mente le parole pronunciate da Luciana Letizzetto seduta sulle scale dell’Ariston: “L’amore con la violenza e le botte non centrano un tubo. Al primo schiaffo arriverà un secondo un terzo e un quarto. L’amore riempie il cuore e non rompe le costole e non lascia lividi sulla faccia”. Nella drammatica vicenda che raccontiamo oggi, facciamo un salto in avanti di tre anni, da quel 2009 di cui si parlava poc’anzi arriviamo al 2012 quando il marito si dice pentito e ravveduto e riesce a convincere la moglie a tornare tra le sue braccia. Lei torna, ma non cambia nulla e a Natale, per la precisione il 23 di dicembre, si arriva al limite: la furia cieca del 37enne colpisce, senza badare al come e al dove e rompe un costola alla donna che si presenta al prontosoccorso in condizioni inequivocabili. Toccato ancora il fondo la 31enne prende il coraggio a due mani e racconta tutto, dettagli compresi alle forze dell’ordine e l’incubo finisce, ma dagli strascichi di questa vicenda, dai terribili ricordi, sarà difficile svegliarsi. Oggi la 31enne e il figlio sono ospiti di una casa protetta, mentre il marito dovrà fare i conti con la sua coscienza e con la legge, rispondendo alle pesanti ed aberranti accuse maltrattamenti in famiglia.

 

Enrico Samorì

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