18 febbraio 2013 - Forlì, Agenda, Cultura, Società, Spettacoli

La crisi economica e di volontariato si abbatte sulla Segavecchia

Quella di quest'anno potrebbe essere l'ultima edizione

FORLIMPOPOLI - I volontari del Comitato Segavecchia hanno deciso di pranzare assieme. Lasagne fatte in casa e carne alla brace. Vino. Ciascuno ha portato qualcosa e insieme, sabato, all'ora di pranzo, hanno presentato l'edizione della Segavecchia 2013: in programma dal 3 al 10 marzo per le vie del centro storico di Forlimpopoli. C'erano il nuovo presidente del Comitato, Mauro Grandini, il suo vice Mirco Campri e la ventina di volontari che, nonostante la crisi, tenta di tenere in vita la festa più antica di Forlimpopoli. Questa potrebbe essere l’ultima edizione della centenaria storia di questa manifestazione: se permarrà lo stato di fondi risicati e di crisi delle vocazioni nel volontariato, la vecchia sagra potrebbe non avere vita lunga, anzi. Fino a qualche decina di anni fa i carri allegorici erano mai meno di sette e i volontari mai meno di un'ottantina; oggi i carri sono cinque e i lavoranti sfiorano appena la ventina.

«Crisi degli sponsor -dice Mauro Grandini- e passaggio dal biglietto all'offerta libera, fanno chiudere i conti in passivo. Negli anni siamo stati costretti ad assistere alla riduzione del numeri dei carri e al loro ridimensionamento. Alla situazione economica dobbiamo poi aggiungere il numero decrescente di chi lavora ai carri». Un gruppo ormai sparuto e che non molla. «Persone fantastiche -aggiunge il presidente- che passano tutte le sere dei sei mesi che precedono la festa, nel capannone, per costruire i carri allegorici. Per non fare morire la festa».

A fronte di tutto ciò, e per non assistere ad una lenta agonia, il Comitato sta lavorando per riallineare la caratteristica della festa. «Vorremmo specializzarci in gruppi allegorici appiedati e diventare, negli anni, punto di attrazione per tutte le sfilate di Carnevale della zona. Già quest'anno invito tutti a prendere contatto con noi. Le iscrizioni sono apertissime e contiamo anche sui paesi vicini».

Per i carri, oltre al contributo di mille euro per tutti, sono da assegnare 3mila euro per il primo classificato, 2.500 per il secondo, 2mila per il terzo. Per i gruppi a piedi, invece, i premi vanno dal primo (1.200 euro) al secondo (800) fino al terzo (400). I carri in concorso saranno: 'The flinstones' del gruppo Giovani carristi pazzi di Sant'Andrea, 'In Italia c'è ci becca e c'è chi raglia' del gruppo Cima di Franco Montaletti, 'C'è speranza Scooby Doo?' del Gruppo di periferia. A questi si affiancano, poi quelli non in concorso: 'La veggente vede e provvede' dell'associazione La nostra scuola di Sant'Andrea e 'Valli ranch' della cooperativa sociale Lamberto Valli di Forlimpopoli.

In più sfileranno i gruppi a piedi e alcuni piccoli carri che si aggiungeranno, solidalmente, all'ultimo momento. Tra le novità dell'Ultima Segavecchia si segnalano il concorso fotografico su social network, la riscoperta del dolce tipico 'Pagnotta della Segavecchia' e l'aperitivo con i giostrai. «Serve un moto d'appartenenza da parte di tutti -chiude Grandini- e per salvare la festa contiamo di interpellare tutte le sue anime. Le famiglie dei giostrai, i carristi, i commercianti e soprattutto la popolazione di Forlimpopoli». Il presidente Mauro Grandini fa sapere che, nonostante i disordini dello scorso anno che obbligarono il Comune a vietare la vendita di alcolici durante la seconda domenica, quest'anno il divieto non ci sarà. Al contempo, però, fa sapere che i controlli per evitare situazioni di disagio come lo scorso anno saranno intensificati.

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