16 febbraio 2013 - Forlì, Politica, Società

Ingroia a Forlì con Favia e Raffaella Pirini

L'ex magistrato: “Recuperiamo il vizio delle virtù democratiche”

 

FORLI'. “In Italia vige il principio della irresponsabilità: nessuno è mai responsabile per quello che fa”. È con questo schiaffo in faccia alle forze di maggioranza del decaduto governo Monti, sia di sinistra che di destra, che si è aperto, questa mattina, l'incontro dell'ex magistrato Antonio Ingroia, che guida la lista Rivoluzione Civile, con la cittadinanza forlivese. L'evento si è tenuto nel Salone Comunale.

Per Ingroia è proprio dalla responsabilità che bisogna partire per ricostruire l'etica del Paese. Responsabilità e, all'occorrenza, anche colpa. Responsabilità, quindi, come assunzione di responsabilità e non tanto come senso di responsabilità, paravento dietro cui sovente, nel recente passato, si sono nascoste le forze di maggioranza, sia di destra che di sinistra.

Responsabilità. Che implica, anche, l'accertamento delle responsabilità. Un argomento, questo, toccato da Pippo Giordano, “compagno d'arme” di lunga data dell'ex magistrato. Ex ispettore della Direzione Investigativa Antimafia, Giordano ha richiamato l'attenzione sulle stragi di mafia dei primi anni Novanta. In particolare, sugli eventi delittuosi che hanno portato agli assassinii di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone. “E anche” ha ricordato Pippo Giordano con la voce rotta dalla commozione “gli uomini della scorta, i miei colleghi”. Una circostanza, quella delle stragi, che per Pippo Giordano rappresenta un grosso ostacolo per il Paese: “Finchè non si capirà che ruolo ha avuto lo Stato e se c'è stata una trattativa con la mafia mentre i miei colleghi morivano, non potremo dire di vivere in un Paese civile”.

Il voto utile. Ingroia, nel corso del suo intervento davanti ad un'aula gremita, ha attaccato duramente i grandi partiti, soprattutto quelli che, in queste settimane, stanno facendo l'appello al cosiddetto “voto utile”. “Il voto utile” ha spiegato l'ex magistrato nella sua arringa “è quello fatto con la propria testa, non quello che vuole la casta”.

Il conto da pagare. “Dovete presentare il conto a chi è responsabile di questo disastro”. Contrariamente ai rilievi fatti in queste settimane da stampa e satira, che descrivevano Ingroia come troppo placido e pacato rispetto agli altri contendenti, l'ex magistrato antimafia ha sfoggiato, questa mattina, grinta e passione, ricordando, tuttavia “che io non sono uno a cui piace urlare”. Un riferimento, questo, a Beppe Grillo.

Il conto del disastro, in ogni caso, sarebbe da imputare al governo Berlusconi, da un lato, e al Partito Democratico, dall'altro, reo, quest'ultimo, di collaborazionismo col governo Monti. “Dobbiamo recuperare” ha detto Ingroia in chiusura del suo intervento “il vizio delle virtù democratiche”.

Gli ex grillini. “Io e Giovanni Favia veniamo da un percorso in cui proprio chi utilizza il cervello e il senso critico, viene eliminato”. È con queste parole che Raffaella Pirini, ex grillina, ha presentato Giovanni Favia, candidato per Rivoluzione Civile al Parlamento e anch'egli epurato dal Movimento 5 Stelle.

Il mercato e la stampa. È al libero mercato che Giovanni Favia dedica la prima parte del suo intervento. “C'è chi pensa che sarà il mercato libero a farci uscire dalla crisi. Io non credo che il mercato farà un regolamento antisismico per le scuole o effettuerà le bonifiche dell'amianto” ha detto l'ex grillino con ironia, che ha anche attaccato le grandi opere come la Tav e il ponte sullo Stretto di Messina. “Anzichè le grandi opere, bisognerebbe fare un grande piano di piccole opere”.

Favia ha anche attaccato stampa e televisione, che starebbero, a suo dire, penalizzando Rivoluzione Civile nella campagna elettorale. “Io vedo i comizi di Beppe Grillo a reti unificate sui telegiornali”. E ancora: “Siamo attaccati da destra, da sinistra, da Sel; Grillo ci attacca un giorno sì e un giorno no”. Insomma, Favia sta portando dentro Rivoluzione Civile i due assi della comunicazione grillina, che hanno fatto la fortuna del Movimento 5 Stelle: l'accerchiamento e la retorica vittimista.

 

Per tutte le foto, consultare: https://www.facebook.com/media/set/?set=a.526281217394275.112883.293356290686770&type=1

 

(Michele Dori)

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