5 febbraio 2013 - Forlì, Politica, Società

Futuro e Libertà contro La Destra sul mancato appoggio a Berlusconi

Elisa Petroni (Fli): «Traditori a chi?»

 

FORLÌ. È un gioco al massacro in casa destra. Sullo sfondo, la campagna elettorale. E, a terra, una lunga scia di sangue. Che si fa ancora più lunga tra gli appartenenti alle due formazioni che discendono da Alleanza Nazionale: Futuro e Libertà e La Destra. La polemica del giorno è tra la responsabile regionale di Fli delle donne Elisa Petroni e il rappresentante de La Destra Francesco Minutillo sul mancato appoggio di Gianfranco Fini al Cavalier Berlusconi.

«Attenzione ad usare il termine traditori in maniera impropria e inopportuna. Si continuano a prendere pubblicamente posizioni e a fare affermazioni solo sulla sulla base delle convenienze del momento a quanto pare; vorrei ricordare a Minutillo che la destra che lui oggi rappresenta è la stessa che qualche tempo fà criticava Berlusconi e adesso invece sostiene e affianca». Queste le parole di Elisa Petroni, che non ha quindi gradito l'etichetta del “tradimento”. Che continua nella sua analisi: «Qualche politica convincente di Berlusconi li ha illuminati sulla "via di damasco" o è solo semplice e contingente convenienza elettorale? Oppure è forse una nobile e innovativa forma di coerenza , sconosciuta ai molti, per cui d'imporvviso un Berlusconi corruttore del popolo Italiano che per vent'anni ha fatto promesse invano senza mai realizzarle, che ha catapultato ovunque politici amici senza alcun ancoraggio territoriale, che da sempre affianca una Lega seccessionista nemica dell'Italia unita, considerando che questo è uno dei valori portanti di una destra sana e coerente. Adesso cos'è è diventato d'improvviso? Un buon compagno di viaggio e un nobile padrone da servire?».

Parole dure, quelle di Elisa Petroni, che certo non mancheranno di suscitare una reazione tra le file de La Destra che mirano a restituire di Gianfranco Fini l'immagine di un uomo coerente nonostante il mancato appoggio, a metà legislatura, al Cavaliere col quale, in ogni caso, Fini aveva condiviso la corsa elettorale e col quale aveva fondato il Popolo delle Libertà. «Il tradimento di Fini, se vogliamo chiamarlo tradimento, è stato nei confronti di un sistema corrotto e "marcio", un sistema dove si poteva e si doveva solo fare i camerieri a chiamata e accettare incondizionatamente le scelte personalistiche e le politiche ad personam presentate dal Cav soprattutto in tema di giustizia e fisco. A tutto c'è un limite caro Minutillo e noi ce ne siamo accorti in tempo per fortuna e abbiamo scelto di stare dalla parte degli Italiani».

(Michele Dori)

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