1 febbraio 2013 - Forlì, Cronaca, Politica, Sanità, Società

“No, voi non potete”

Sanità e ticket occulti oggetto di critica da parte della Lega Nord

FORLI’ – “No, voi non potete”: parafrasando il motto del Presidente Obama la capogruppo della Lega Nord in Consiglio Comunale a Forlì, Paola Casara, stigmatizza e chiede immediate risposte su quanto trapelato, pochi giorni fa sulla stampa locale, dalla denuncia di un privato cittadino che imputa all’AUSL di Forlì di adoperare metodi coercitivi nei confronti dei medici per limitare la spesa sanitaria.

“Se è vero che la Costituzione Italiana all’articolo 32 - esordisce la capogruppo Lega Nord Paola Casara - sancisce che la salute è un fondamentale diritto dell’individuo e che la legge non può violare i limiti imposti dal rispetto della persona, è altrettanto vero che gli ultimi anni di gestione dell’Azienda Sanitaria forlivese hanno visto un crescendo rossiniano di “diktat” dati dall’ingerenza di Bologna che sceglie i direttori generali e li invia come dei “terminator politici” che hanno snaturato quelle che una volta erano le vere eccellenze della nostra sanità, costringendo parecchi sanitari a trasferirsi in altre province e lasciando sul campo anche le pesanti inchieste già note.”

“La sanità forlivese dove sta andando? - continua Casara - L’eccellenza del nostro ospedale è data dai medici e dal personale sanitario (obbligati a turni impegnativi per sopperire ai tagli delle ultime due gestioni) che ancora resistono alle lusinghe di altre aziende. In nome del risparmio la falce del PD bolognese si è accanita contro la lobby dei farmacisti, rei, a loro dire, di fatturati milionari guadagnati senza fatica spremendo le casse dell’AUSL. Si scopre che l’AUSL di Forlì, entra in competizione, contro le farmacie, siano queste private o comunali del territorio, innescando una spirale negativa che, tra i due litiganti, va a colpire l’anello più debole, il cittadino; soprattutto quando anziano e bisognoso di cure”.

La Lega denuncia lo stato della sanità spiegando come le farmacie, siano strette da marginalità sempre più scarne e fatichino a reggere i costi.

“L’Ausl, con la Distribuzione Diretta e la Distribuzione per Conto dei farmaci, strangola sempre di più queste aziende che, non a caso, hanno cominciato a ridurre il personale e si sono rivolte ai Sindacati per chiedere la cassa integrativa”, spiega ancora il consigliere del carroccio.

L’espoonente della Lega, inoltre, ricorda come siano a rischio centinaia di posti di lavoro e, soprattutto, i servizi gratuiti che queste aziende offrono al cittadino 24 ore su 24 e 365 giorni all’anno su tutto il territorio. “Sebbene infatti la sera e nei giorni festivi è aperta una sola Guardia Medica è altrettanto vero che in ogni vallata, da Modigliana a Portico di Romagna, da Premilcuore a Santa Sofia fino a Meldola , Castrocaro e Forlì ci sono sempre almeno 6 farmacie aperte”, precisa Paola Casara.

La dispensazione diretta del farmaco da parte dell'Asl secondo una ricerca commissariata da Assofarm e condotta dal Centro studi Antares sui costi visibili e non della distribuzione diretta, presentata a Bologna il 26 gennaio costerebbe di più alla collettività, come la nostra testata aveva riportato anche ieri, parlando di “ticket occulto”.

“Ma il risparmio che questa distribuzione fornisce è quantificabile? - conclude la capogruppo - C’è la necessità di una simile morsa quando comunque la spesa farmaceutica territoriale è, al contrario di quella ospedaliera, sempre in calo e quantizzata al centesimo di euro? E in questo risparmio sono stati considerati i costi a carico del cittadino per recarsi in questi centri (chiusi il sabato pomeriggio, la domenica e i giorni festivi) di prelievo? E i costi per obbligare i medici a sostituire le cure e per prescrivere farmaci da ritirare nei centri, sono stati considerati? Perché alla fine sembra che invece di risparmiare qui si spostino solamente i costi; un risparmio fittizio con costi a carico del cittadino o di altre aziende”.

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