"La Regione ritiri la delibera sui nitrati"

Luca Bartolini (PdL): "“Gli ambientalisti radicali della Regione colpiscono ancora"

FORLI’ / CESENA - “Gli ambientalisti radicali della Regione colpiscono ancora: e con la delibera sui nitrati questa volta penalizzano il mondo agricolo, un settore che non ha certo bisogno di altre norme burocratiche”. Così Luca Bartolini commenta la delibera della giunta Errani sull'utilizzo dei nitrati in agricoltura e le relative zone vulnerabili.Il consigliere Bartolini, assieme ai colleghi del Gruppo regionale del Pdl, ha sottoscritto e presentato una risoluzione in Assemblea legislativa sulla direttiva nitrati, affinché la giunta ritiri il provvedimenti e si uniformi a ciò che si sta facendo a livello nazionale.

“La Direttiva 91/676/CEE dell’Unione Europea ha definito le ‘zone vulnerabili’, aree agricole in cui è prevista la riduzione delle emissioni di azotati al fine di preservare le acque dall’eccessiva presenza di nitrati, nocivi per la salute dell’uomo se permeano nelle falde acquifere e dannosi per l’ecosistema fluviale e marino”, spiega Luca Bartolini. “La Regione Emilia-Romagna ha recepito la direttiva europea indicando, mediante un regolamento regionale, le zone cosiddette ‘vulnerabili’ in cui sono previsti il rispetto del limite quantitativo di spandimento di 170 kg di azoto per ettaro/anno, i periodi in cui è proibita l’applicazione al terreno di determinati tipi di fertilizzanti e la definizione della capacita degli stoccaggi degli effluenti di allevamento. Al fine di tutelare il settore agricolo e quello zootecnico in questo momento di crisi economica, il Governo ha emanato un decreto legge, convertito nella legge n. 221/2012, che ha stabilito che entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto le Regioni procedano all’aggiornamento delle zone ‘vulnerabili’ da nitrati di origine agricola, consentendo, per un periodo non superiore a dodici mesi, che nelle zone vulnerabili si applichino le disposizioni previste per le zone non vulnerabili, ossia la possibilità di spandere nel terreno in un anno fino a 340 kg di composti azotati per ettaro. La Giunta Errani, fra lo stupore e le proteste della associazioni agricole e zootecniche regionali, il 21 gennaio scorso con la delibera n. 179 ha deciso di confermare da subito le ‘zone vulnerabili ai nitrati attualmente esistenti, negando al mondo agricolo dell’Emilia-Romagna il beneficio della deroga prevista. Considerato che ne 2006 l’UE aveva invitato il nostro Paese ad estendere all’intera Pianura Padana la ‘zona vulnerabile’, al fine di tutelare il bacino del Mare Adriatico, evidenziando la necessità di istituire un tavolo interregionale per concertare le politiche di contrasto ai nitrati, e nel 2011 le maggiori quattro Regioni del Nord Italia, Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna, avevano sostenuto insieme la deroga e si sarebbero dovute riunire a breve per cercare di uniformare i propri futuri provvedimenti. La decisione in solitaria della Giunta Errani appare incomprensibile e ingiustificabile – rimarca l'esponente del Pdl - configurandosi come una voluta forzatura e una sleale anticipazione dal sapore chiaramente preelettorale. Ecco perché abbiamo presentato una risoluzione per esprimere riprovazione riguardo alla decisione della Giunta, biasimo nei confronti dell’atteggiamento di chiusura dell’Assessore all’Ambiente, rifiutatasi di incontrare i rappresentanti delle associazioni di categoria dopo, peraltro, averli convocati, e solidarietà al mondo agricolo e zootecnico della nostra regione e, soprattutto, per chiedere al Presidente Errani di ritirare la delibera incriminata e di promuovere l’istituzione del tavolo interregionale, attendendone l’esito, unitamente allo studio dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), prima di provvedere ad una nuova indicazione delle ‘zone vulnerabili’ ai nitrati in Emilia-Romagna. Le elezioni e la rincorsa ai voti degli ultras dell'ambiente, condizionano ancora una volta il mondo produttivo - conclude Luca Bartolini - pur di fare la prima della classe e rincorrere il voto del fondamentalismo ambientalista, la Regione ancora una volta penalizza gli agricoltori e gli allevatori e si fa beffe degli accordi presi con le altre Amministrazioni regionali. Prendiamo atto per l’ennesima volta che il PD preferisce accondiscendere la burocrazia europea piuttosto che difendere l’economia agricola regionale”.

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