24 gennaio 2013 - Forlì, Cronaca, Politica

Dal Comune alla Camera, le motivazioni di Rosaria Tassinari

Con una nota il primo cittadino di Rocca spiega le proprie ragioni

ROCCA SAN CASCIANO -  “Il motivo principale che mi ha spinto a dire di sì alla candidatura al parlamento deriva dal contenuto stesso della parola politica (polis), che vuol dire partecipazione alla vita pubblica della città, del territorio e della sua gente per tentare di fare qualcosa per il bene comune”. E’ con queste parole che si apre la nota inviata questa mattina dal primo cittadino di Rocca San Casciano, Rosaria Tassinari, riguardo alla propria candidatura alle prossime elezioni politiche. Con alle spalle 4 anni di esperienza come Sindaco e 15 come consigliere comunale Tassinari si propone un obiettivo concreto e immediato:  “vorrei ridare voce, anche dove si fanno le leggi nazionali, a chi la voce non ce l’ha o ce l’ha al massimo in un consiglio comunale”.

“Troppo spesso in questi ultimi anni sono andati in parlamento i rappresentanti di poteri forti, di lobby economiche e gruppi di potere – spiega il sindaco di Rocca -  Io, insieme a tanti altri, vorrei riportarci i territori, la provincia, i piccoli e medi comuni, la gente che come me lavora per vivere, per mantenere la famiglia, sa cosa vuol dire la vita di tutti i giorni”.

Rosaria Tassinari, senza troppi proclami o promesse elettorali, spiega come la sua scelta sia motivata da principi semplici e chiari: “portare a Roma l’esperienza di un sindaco di un paese”.

La realtà dei piccoli e medi comuni non è isolata, ma rappresenta il 70% del territorio nazionale e 13-15 milioni di italiani, che abitano nella metà degli 8100 comuni italiani.

 

“Un altro motivo che mi ha spinto a intraprendere questa difficile avventura è la lontananza che oggi esiste fra il palazzo e i cittadini”.

Il sindaco di Rocca si propone di lavorare per colmare la distanza che separa i piccoli e medi comuni dai centri di potere, rifacendosi ad un’altra figura politica che aveva sposato lo stesso principio, Roberto Ruffilli: “Vorrei contribuire a riportare nel palazzo “il cittadino arbitro”, come diceva il senatore forlivese, per toglierlo dalla condizione attuale di suddito, che vota per dei nominati paracadutati da altrove e non degli eletti dai votanti”.

Un primo passo verso questo cambiamento epocale è il cambiamento della legge elettorale:

“Gli eletti devono rispondere agli elettori del territorio – precisa e conclude Tassinari - in un confronto continuo durante il mandato dei cinque anni per ristabilire un ruolo centrale del parlamentare nella società civile che negli ultimi anni si è offuscato ed ha perso valore nella considerazione degli elettori”.

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