18 gennaio 2013 - Forlì, Cultura, Eventi, Società, Spettacoli

La pizza senza glutine forlivese entra nel Guinness dei primati

Il 23 febbraio i Record Pizza Men ci riproveranno col cappuccino più grande del mondo

 

 

FORLÌ. “Che pizza!” è l'espressione più comune per esprimere noia e tedio. Ma è anche ciò che devono aver detto i giudici del Guinness World Record quando, nel dicembre 2012, hanno assistito alla preparazione della pizza senza glutine da ventitre tonnellate.

I Record Pizza Men, questo il nome della bislacca combriccola di panificatori e pizzettari che ha realizzato la spropositata pizza, lavorano per la SgLab, un'azienda forlivese che si occupa di produrre alimenti senza glutine. Un'azienda che, peraltro, continuerà a far parlare di sé. Reduci dall'esperienza della pizza senza glutine più grande del mondo, i Record Pizza Men, proseguiranno sulla strada dei record con la realizzazione del cappuccino più grande del mondo il 23 febbraio prossimo in Fiera Rhex a Rimini.

Tutti i numeri della pizza da primato. La pizza realizzata dai Record Pizza Men (vedi: http://www.forli24ore.it/news/forli/0026560-cinque-forlivesi-roma-tentare-record-della-pizza-senza-glutine-piu-grande-del-mon) ha collezionato altri primati, oltre a quello della grandezza. Innanzitutto, il tempo di lavoro: quaranta giorni di programmazione, quindici quelli necessari per l'allestimento. E ben due giorni di fila di lavoro. I cinque Record Pizza Men, di cui tre forlivesi di nascita o d'adozione, hanno così affrontato una vera e propria maratona: una corsa contro il tempo dura ma necessaria, soprattutto per non far andare a male gli ingredienti necessari: nove tonnellate di farina, quattro di pomodori in scatola, quattro di mozzarella, centonovanta chili di olio, seicentosettantacinqe chili di margarina, duecentocinquanta chili di sale marino, cento chili di rucola, centoventicinque chili di Parmigiano Reggiano e venticinque chili di aceto balsamico dop. Come si evince dall'elenco degli ingredienti, per la preparazione si è puntato sui prodotti italiani e, in special modo, su quelli emiliano-romagnoli.

La gigantesca pizza, al cui confronto i cinque pizzaioli dovevano sembrare i lillipuziani che preparavano da mangiare per Gulliver, è stata realizzata su una superficie di milleduecento metri quadri, per un totale di circa quaranta metri di diametro. Ma se alla fantasia dell'uomo non c'è limite, e questo esempio lo dimostra perfettamente, alla profondità del suo stomaco presto o tardi un limite si trova. Così, la pizza che non è stata consumata dal pubblico presente, è stata donata alla Fondazione Banco Alimentare: nessuno spreco, insomma.

La celiachia in Italia. «Abbiamo voluto fare una pizza gigantesca senza glutine» ha spiegato Dovilio Nardi, uno dei cinque Record Pizza Men «sia per dare respiro internazionale alla nostra iniziativa, sia per dare notorietà alla situazione dei celiaci in Italia. Il nostro paese, per fortuna, è all'avanguardia nella produzione di alimenti indirizzati alle persone affette da questo male».

Non così in altri paesi. «In alcuni paesi in via di sviluppo, ad esempio» ha spiegato Dino Alverni, presidente della sezione emiliano-romagnola dell'associazione italiana celiachia «non esistono alimenti appositi. E del resto, ricordo ancora come fino a poche decine di anni fa, anche in Italia non esistevano che pochi alimenti. Che sapevano un po' tutti di semolino. Da allora sono stati fatti passi da gigante». Oggi, infatti, il celiaco può contare su un quadro normativo ben strutturato, che tutela efficacemente la sua posizione. Tutto ciò ha permesso lo sviluppo di un solido mercato italiano, che è capofila in Europa e nel Mondo.

 

(Michele Dori)

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