12 gennaio 2013 - Forlì, Cronaca, Cultura, Arte, Società

Stagione teatrale del contemporaneo, le ragioni del "Sì"

Ecco perché non bisognerebbe lasciarsi sfuggire un’occasione come questa

FORLI’ - La nuova stagione teatrale dedicata al contemporaneo si preannuncia spettacolare già dalle prime battute. Con la presentazione ufficiale alla stampa di ieri è stata è stata lanciata alla città e a tutti i suoi abitanti una nuova occasione, eccezionale, per vivere e sperimentare la cultura, grazie agli artisti che saranno impegnati in questa avventura e che fanno dello spettacolo una vera e propria esperienza per lo spettatore.

“La direzione artistica aveva come compito da bando – spiega l’assessore alla cultura del Comune di Forlì, Patrick Leech - la promozione del settore contemporaneo, una dicitura vaga che però ha trovato in questa rassegna un'ampia espressione”.

Nel concetto di contemporaneità spicca il rapporto dialettico tra tradizione e innovazione, tra linguaggi e trattazione delle esperienze; in modo sperimentale si intraprendono vie che tentano di interpretare il nuovo che avanza e il vecchio che, talvolta, ritorna.

Quello che quest’anno viene proposto al Fabbri è un teatro di ricerca che esplora, con balzi nel passato e nel futuro, un processo trasversale aperto alle riflessioni, alle influenze, al dramma e alle parentesi comiche. D’altra parte, come più volte è stato fatto notare dalla stessa direzione artistica del Diego Fabbri, il termine “contemporaneo” non può essere circoscritto al  teatro, ma in qualche modo dal teatro prende vita, come la storia stessa di questa arte insegna: in questo termine ci sono elementi in grado di individuare vie di sviluppo in un mondo complesso.

Il contemporaneo è quella “branca” del teatro che ha fatto della sperimentazione e della ricerca una strada per lo sviluppo, la testa d’ariete per l'avanguardia.

Tra le ragioni del sì a questa interessante stagione si devono apporre diversi fattori e tra questi sicuramente spicca quello tecnico: questa rassegna è fatta di luci suoni oggetti tecnologici e non solo ricerca testuale.

Tra le ragioni del sì anche la forza rivoluzionaria di questo genere e il coraggio con cui Forlì, tra le prime in Italia, ha deciso di inserire nel cartellone degli spettacoli una rassegna dedicata al contemporaneo, un ciclo di appuntamenti  fatto di quattro serate e otto spettacoli che coinvolgono il palco del Diego Fabbri e quello del Piccolo.

La profondità del teatro, del suo messaggio, dei suoi contenuti trova nella rassegna forlivese una chiara espressione di bellezza a partire dalla sperimentazione nella scrittura, dal rapporto mimetico che le parole hanno sui personaggi, ma anche dal contesto che stravolge e si allontana dai racconti d’origine proponendo punti di vista nuovi e originali. Prendendo ad esempio il “giro del mondo in 80 giorni”, si assiste ad uno spettacolo dove la trama passa in secondo piano in favore di una nuova prospettiva, nella quale Phileas Fogg attraversa il globo con distacco e indifferenza, affrontando la contingenza delle difficoltà rapportandosi con etnie e tradizioni diverse. Si ricompone così un racconto che offre messaggi nuovi, mettendo in luce qualcosa che non assomiglia più, se non in lontananza, al testo originale. E’ in spettacoli di questo genere che lo spettatore diventa elemento fondamentale per la perfetta riuscita e composizione, non solo dello spettacolo stesso, ma anche della ricomposizione del messaggio.

Per assistere ad una rassegna come quella proposta a Forlì, sarebbe necessario prepararsi a lunghe trasferte per partecipare a festival di respiro internazionale.

La scelta artistica è altrettanto rivoluzionaria e si scontra con quella operata negli anni passati, dove la Romagna era fortemente rappresentata da compagnie, tutte di grandissimo spessore e professionalità, e da spettacoli tecnicamente ben costruiti.

In questo cartellone, invece, si è volutamente puntato ad un respiro internazionale, richiamando proprio dall’estero attori, sceneggiatori, artisti a tutto tondo.

Che sia un’operazione riuscita lo dimostra anche il plauso ottenuto nello stesso consiglio comunale, dove dai banchi dell’opposizione è stato commentato che la rassegna dedicata al teatro contemporaneo di quest’anno, è una delle più belle d’Italia.

 

Enrico Samorì

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