12 gennaio 2013 - Forlì, Agenda, Cultura, Spettacoli

Al Fabbri prende il via la prima rassegna dedicata al teatro contemporaneo

Innovativa in tutto, dalla scelta artistica alla dislocazione degli spettacoli, dagli abbonamenti ai trasporti

FORLI’ – Ha inizio il nuovo anno con la prima rassegna dedicata al contemporaneo che il teatro Diego Fabbri di Forlì abbia mai avuto. La novità fortemente voluta dalla direzione artistica composta da Ruggero Sintoni, Claudio Casadio di Accademia Perduta Romagna Teatri, Lorenzo Mazzocchi di Masque Teatro, e Claudio Angelini di Città di Ebla è stata sostenuta con entusiasmo dall’amministrazione comunale. E’ una stagione pensata per aprirsi all’Europa e per coinvolgere un pubblico nuovo, giovane, e di incuriosire chi il teatro lo frequenta già abitualmente. In cartellone otto titoli capaci di interrogare il presente nel Teatro e nella Città. Gli spettacoli della stagione del contemporaneo sono stati pensati per essere condensati in quattro appuntamenti doppi, alle ore 20.30 e alle 22.30, il venerdì sera, in due spazi diversi della città, il Teatro Diego Fabbri e il Teatro Il Piccolo.

Si avvicenderanno nella programmazione otto compagnie, cinque italiane e tre europee.

Il debutto è affidato a Muta Imago (teatro Diego Fabbri, venerdì 25 gennaio alle ore 20.30) con “Displace”, il cui orizzonte di indagine ruota attorno al tema della fatica. A seguire, al Teatro Il Piccolo, (ore 22.30) ospita “Il giro del mondo in 80 giorni” della compagnia romana MK.

Il 26 e 27 gennaio poi, il coreografo Michele Di Stefano terrà un workshop alla Fabbrica delle Candele.

Venerdì 1 marzo la serata si apre con “Bestiale Improvviso” di Santasangre (Teatro Fabbri, ore 20.30) basato sul duplice valore emotivo ed estetico che la natura offre. A seguire Carlotta Sagna presenterà “Tourlourou” (Il Piccolo ore 22.30), uno spettacolo dove il pubblico sarà coinvolto in un diabolico conto alla rovescia in cui una ballerina, marcherà con il corpo, il tempo che manca alla deflagrazione.

Venerdì 15 marzo sarà poi la volta dell’Accademia degli Artefatti  con “My Arm” (Teatro Fabbri ore 20.30): due atti unici di Tim Crouch in cui un trentenne racconta come da bambino ha sfidato se stesso e le proprie possibilità riuscendo a stare per quattro mesi senza andare di corpo o senza parlare. Seguirà Ivo Dimchev (Il Piccolo ore 22.30) con lo spettacolo “I-on” dove si cercherà di mettere in discussione corpo e sculture di Franz West.

Gli ultimi appuntamenti sono venerdì 12 aprile con Virginio Liberti Gogmagog con “Non è quello che sembra” in cui si riflette sul gesto di uccidere, con assurde implicazioni psicologiche, familiari e culturali (Teatro Fabbri, ore 20.30). Maria Donata D’Urso chiuderà gli spettacoli in cartellone con “Pezzo 0 (due) e Strata.étude” (Il Piccolo ore 22.30). La D’Urso terra inoltre un workshop alla Fabbrica delle Candele il 13 e 14 aprile.

 

Ad aprire, però, la stagione rivoluzionaria del Diego Fabbri, sarà un incontro, che si terrà il prossimo 15 gennaio al Ridotto del Fabbri alle ore 21.00, nel corso del  quale la direzione artistica dialogherà con il pubblico e con due giovani studiose di arti sceniche: Sara Baranzoni e Silvia Mei. Nel corso della serata ci si interrogherà su cosa s’intenda oggi per contemporaneo e in particolare come lo si possa definire, se esitano o meno dei caratteri e o degli elementi in grado di qualificarlo e a chi esso possa parlare.

Per chiudere sulle novità di questa stagione, si segnalano nuove formule di abbonamento, con costi ridottissimi e la messa a disposizione del pubblico una navetta gratuita che trasporterà gli spettatori dal Diego Fabbri al Piccolo. A quest’ultima innovazione, in particolare, si aggiunge l’iniziativa di carpooling, cioè la condivisione dell’auto tra gli spettatori.

Attraverso la pagina facebook del Teatro Diego Fabbri, il pubblico potrà organizzasi autonomamente per offrire o cercare passaggi in auto da e per i luoghi dello spettacolo.   

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