18 dicembre 2012 - Forlì, Economia & Lavoro, Società

Ferretti, il piano industriale soddisfa, almeno in parte, i sindacati

CGIL, CISL e UIL mantengono riserve sul riequilibrio dei costi indiretti

FORLI’ - Lunedì 17 dicembre 2012  si è svolto il previsto incontro sindacale con l’Amministratore Delegato della Ferretti SpA per la presentazione del Piano Industriale del gruppo per i prossimi cinque anni.

L’azienda ha illustrato i principali interventi che sono previsti per il rilancio dell’Azienda con gli obiettivi fissati dal CdA. Nel corso dell’incontro si è parlato del 2013 come anni di rifondazione del gruppo industriale. La vocazione internazionale dei nuovi proprietari si evidenzia in questo piano industriale che punta ad investire maggiormente per l’esportazione del marchio “made in Italy” al di fuori dei confini europei. Per investimenti che vengono stabiliti ci sono riduzioni che devono essere apportati. In questo caso si parla di contenimento dei costi fissi, di revisione e concentrazione della produzione in quelle strutture che sono già di proprietà dell’azienda e non in affitto. L’azienda ha fatto sapere che sono già state costituite nuove società commerciali in Cina e già stati avviati cinque showroom. Saranno individuati 60 milioni di Euro di investimenti per i prossimi tre anni e saranno confermati tutti i siti produttivi di proprietà: Sarnico, La Spezia, Forlì, Cattolica, Mondolfo e Ancona e per alcuni di questi si prevedono investimenti a partire dal 2013. Tra questi risultano La Spezia, Forlì, Sarnico e Ancona, con la conferma dei livelli occupazionali dei lavoratori diretti. Proprio per Forlì si prevede già a partire dal 2013 un investimento in un nuovo sito produttivo che consenta di concentrare tutta la capacità produttiva di Forlì in un unico stabilimento. Gli obiettivi di fatturato e di bilancio prevedono il pareggio di bilancio per gli esercizi 2013 e 2014. Per raggiungere l’obiettivo del pareggio di bilancio l’Azienda ha indicato la necessità di ridurre del 12% i costi generali, con una riduzione di 11 milioni di Euro dei costi fissi; si prevede di concentrare le risorse su 4 – 5 marchi, di razionalizzare gli investimenti in comunicazione, di ridurre i costi industriali, di ridurre i costi per consulenze, spese per viaggi, eccetera.  L’azienda si è inoltre riservata la possibilità di valutare ulteriori riduzioni di costi indiretti (valutando tutte le opzioni) entro il mese di gennaio 2013. “Le Organizzazioni Sindacali, apprezzano e condividono gli obiettivi di messa in equilibrio del gruppo, di rilancio e internazionalizzazione dei marchi, di investimento sui siti produttivi, di riconferma dei livelli occupazionali delle maestranze dirette di produzione – commentano le organizzazioni sindacali -  Per quanto riguarda le questioni relative al riequilibrio dei costi indiretti Fillea – Filca e Feneal si riservano di valutarle quando saranno eventualmente esplicitate dall’azienda”.

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