15 dicembre 2012 - Forlì, Cesena, Cronaca, Politica, Società

La Spending Review sforbicia la Motorizzazione di Forlì

Ben 34 dipendenti potrebbero traslocare nella sede di Cesena

FORLI' / CESENA - La Motorizzazione Civile di Forlì rischia di “mollare gli ormeggi” e trasferirsi a Cesena. L’allarme è lanciato dal segretario provinciale dell’UdC, Andrea Pasini che racconta come, per ragioni legate alla spending review, i cittadini di Forlì rischiano di rimanere senza un utile servizio pubblico.

“La nostra città non può e non deve tollerare un altro tentativo di spoliazione ai danni di servizi utili alla collettività, se non supportato da giuste motivazioni”, commenta Pasini. L'Ufficio della Motorizzazione Civile potrebbe essere accorpato con quello di Cesena. Dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, pochi giorni fa, è arrivata una tabella ufficiale in cui sta scritto che dovrebbe essere dismessa la sede di Cesena, che conta 9 dipendenti, ed accorpata nella struttura di Forlì, che ne conta 34.  Questo a ragion di logica farebbe pensare ad uno spostamento da Cesena a Forlì, ma le cose non sono così scontate.

In calce al documento del Ministero si legge, infatti, che  “si sta valutando anche la possibilità di effettuare un accorpamento al contrario, ovvero dall'Ufficio della Motorizzazione di Forlì, immobile FIP (Fondo Immobiliare Privato) all'Ufficio sussidiario di Cesena, sede demaniale” e si è in attesa di conoscere il parere dell'Agenzia del Demanio in relazione alle problematiche degli immobili FIP già venduti a terzi, per i quali vige una normativa particolare”.

“Un quadro piuttosto complicato ed ancora da definire – sottolinea Pasini – ma ciò che preoccupa è la presa di posizione della direttrice dell'Ufficio di Motorizzazione Civile  che il 24 ottobre scorso ha inviato una lettera al Ministero, magnificando la sede di Cesena ed indicando, nel dettaglio, le revisioni dei veicoli commerciali, fatti in sede o nelle officine autorizzate, i collaudi anche questi in sede e fuori sede, mentre per quanto riguarda la struttura forlivese viene riportato il dato totale con chiosa finale: 'Emerge dai suddetti dati che presso la sede di Cesena vengono effettuate più del 50% delle operazioni di motorizzazione dell'intera provincia di Forlì Cesena' ”.

Il dubbio è più che legittimo: come possono nove persone fare il doppio del lavoro svolto da 34? Insomma, o a Forlì lavorano del “fannulloni” o, oppure qualcosa non torna, proprio come sostiene Pasini: “Un'affermazione sorprendente, perchè se 9 dipendenti riescono a fare più del 50% del lavoro a confronto dei 34 che lavorano a Forlì, mi vien da pensare che la direzione provinciale, non abbia svolto con  la giusta cura il suo lavoro, che comporta anche e soprattutto il controllo della produttività. Oppure nel presidio forlivese, si svolgono anche altri servizi e funzioni che comportano l’impiego di tante risorse umane?”

“Sono certo che a Forlì non ci sia una manica di dipendenti vagabondi e incapaci – conclude Pasini - non vorrei che la direttrice, cesenate, facesse il 'tifo' per la sede vicino a casa, in questo supportata da personaggi della politica nazionale. Di qui il mio invito ad attendere le valutazioni che il Ministero, farà conoscere al territorio, confidando nell’applicazione dei migliori criteri per il contenimento della spesa pubblica”.

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