15 dicembre 2012 - Forlì, Cronaca, Economia & Lavoro, Società

Il Comune istituisce il Fondo sociale straordinario

Tanti i nuovi poveri, più tra i forlivesi che tra gli immigrati

 

FORLÌ. 700mila euro: a tanto ammonta il Fondo sociale straordinario che il Comune di Forlì ha approntato per venire incontro alle esigenze dei forlivesi meno fortunati. Si parla di quasi novecento persone che trarranno beneficio dall'istituzione del Fondo.

L'impiego del Fondo sociale. Dei 700mila euro, 100mila andranno a rafforzare l'azione del Fondo comunale casa, che prevede azioni volte a limitare o rimandare gli sfratti e azioni per promuovere la conclusione di nuovi contratti di locazioni per l'affitto. Nel Fondo comunale casa sono anche previsti contributi per l'affitto. Il Fondo comunale casa viene integrato dallo stanziamento di ulteriori 100mila euro provenienti dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e dalla Caritas diocesana. Il Fondo comunale casa copre le esigenze di centotrenta persone.

Altre centonovantacinque, invece, potranno usufruire dei 50mila euro del Fondo sociale destinato al Fondo comunale utenze, ovverosia un contributo per mantenere l'allacciamento di acqua, luce e gas in periodi in cui, per alcune famiglie, risulta difficile pagare le bollette.

90mila euro sono stanziati, invece, per erogare contributi economici su specifici progetti sociali. Di questi 90mila, 20mila sono destinati al supporto alle famiglie. Negli altri 70mila sono compresi contributi economici per l'accesso a centri estivi e centri educativi.

89mila euro vengono destinati alla creazione delle borse lavoro e al sostegno all'inserimento lavorativo. Inserimento lavorativo riservato sia a persone persone appartenenti a categorie svantaggiate, come diversabili o ex detenuti, sia a persone che hanno da poco perduto la propria occupazione.

90mila euro vengono erogati per il progetto “marginalità estrema e senza fissa dimora” e per l'emergenza freddo: 18mila euro sono destinati all'emergenza freddo e 62mila al Centro di Ascolto Buon Pastore e al sistema di accoglienza a “bassissima soglia”, cioè destinato a persone con forte emarginazione sociale e nessun altro requisito.

81mila euro sono stati usati per il Bando Anticrisi 2011. 200mila euro, infine, sono destinati al Bando Anticrisi 2012.

I nuovi poveri. L'aumento della povertà relativa, cioè di chi lavora ma è ugualmente la soglia di povertà, sta toccando in questi anni, nel forlivese, il suo massimo storico. Ne è certa la dirigente del servizio politiche di welfare del Comune di Forlì Rossella Ibba, che denuncia un aumento del 20 per cento, nel 2012 rispetto al 2011, delle richieste di aiuto allo sportello sociale. Persone non più in grado di pagare le bollette, l'affitto. Non si tratta semplicemente di non poter più garantirsi lo stesso stile di vita. Il problema è ben più grave. «Non sono pochi» spiega Rossella Ibba «coloro che passano dal ceto borghese alla povertà estrema in pochi mesi». Da una vita normale ad una vita senza fissa dimora. La crisi fa anche questo, oggi. E la causa è sempre la stessa: il prolungarsi nel tempo di una situazione di crisi che non lascia spazio a nessuna prospettiva. Stupisce, in ogni caso, la statistica: «I due terzi sono italiani» spiega Rossella Ibba. Contrariamente a quanto sarebbe lecito aspettarsi, e cioè un peso maggiore per gli immigrati e le loro famiglie, la crisi si accanisce sui forlivesi “autoctoni”.

 

(Michele Dori)

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