15 dicembre 2012 - Forlì, Cronaca

Blitz dei carabinieri, sequestrate armi e droga nel forlivese

La lunga pista delle indagini si è aperta a giugno e tutt'ora prosegue

FORLI’ - L’Attività è iniziata prima dell'estate, precisamente nel mese di giugno ed il 4 ottobre si è concretizzata con il primo fermo: nei guai è finito Moreno Sedioli, per un brutto affare di ricettazione che si è consumato in una villa di via Rossellino, nella zona di Villa Selva. Nel blitz operato dal Nucleo Radio Mobile dell’Arma dei Carabinieri di Forlì, guidato dal capitano Cristiano Marella.

Nell’occasione però quelli che vennero considerati i complici dell’organizzazione, fuggirono facendo perdere le proprie tracce. Gli appostamenti a quella villa sono continuati a lungo ed hanno evidenziato che prima dell’attività illecita attribuita a Sedioli un gruppo di extracomunitari utilizzava il covo per la compravendita di automobili, alcune delle quali sono rimaste proprio nel giardino della proprietà che doveva andare all’asta.

Le indagini sono proseguite, le investigazioni si sono fatte ancora più approfondite fino a permettere agli uomini dell’Arma di costituire un corposo fascicolo di informazioni e indizi ulteriori che hanno portato al fermo di V.S. classe 81 di origine catanese, spesso visto frequentare la proprietà e armeggiare in quelle auto abbandonate nel giardino. I dati raccolti hanno convinto il PM Filippo Santangelo  ad andare più a fondo e a richiedere un provvedimento per la perquisizione dell’abitazione del sospettato.

I militari hanno preso le loro precauzioni chiedendo rinforzi dalla compagnia Bologna che ha inviato sul luogo della perquisizione due unità cinofile addestrate all’individuazione di armi ed esplosivi ed una specializzata nelle sostanze stupefacenti. Di primo mattino gli uomini del capitano Marella si sono presentati a casa del catanese mostrando l’autorizzazione all’accertamento. Il 31enne dopo un primo tentennamento si è dimostrato collaborativo con le forze dell’ordine e condotti i militari in garage si è lasciato sfuggire un “che dio me la mandi buona”, aprendo un frigorifero non funzionante ed estraendone dall’interno un pacchetto avvolto nella carta di giornale. All’interno degli fogli di carta erano celati un fucile a canne mozze calibro 32 insieme alle relative munizioni. Oltre all’arma è stata rinvenuta anche una seconda pistola, presumibilmente una calibro 38 che verrà inviata ai RIS di Parma per risalire al modello. Sempre nel frigorifero è stato rinvenuto un grammo di cocaina, “ingiallita”, segno che la sostanza si trovava lì da tempo. Recuperate le armi, però, le indagini sono proseguite: i cani hanno ispezionato tutta la casa fino a soffermarsi davanti alla stanza del giovane cognato del catanese; un ragazzo di 17anni che da tempo era ospite della coppia. Qui le unità cinofile sono letteralmente impazzite, puntando prima un armadio e poi saltandoci letteralmente dentro. I militari hanno allora ispezionato i capi d’abbigliamento del giovane trovando, dentro ad un calzino di spugna un’altra arma, una pistola calibro 7.65 con caricatore e munizioni. Per di più la matricola dell’arma risulta abrasa e quindi non è possibile risalire alla “storia” della pistola. Sempre nella stanza del minorenne sono stati trovati 5 grammi di cocaina e 4 grammi di mannite, sostanza utilizzata per tagliare lo stupefacente ed un bilancino di precisione, oltre a buste di plastica tagliate, queste invece utilizzate per confezionare gli involucri.

Il trentenne catanese è stato accusato di detenzione, porto illegale di armi e ricettazione e processato per direttissima e condannato ad un anno e 10 mesi di carcere, pena sospesa perché incensurato.

Il minorenne, invece, su cui pendono le accuse di detenzione, porto di armi e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio è stato condotto nella struttura minorile di Bologna, dove nelle prime ore di oggi è stato interrogato. Nella casa dei genitori del minorenne sono stati trovati anche hashish e marijuana.

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