13 dicembre 2012 - Forlì, Cesena, Società

Raccolta differenziata, il report della Regione

Forlì Cesena al 5° posto in Emilia Romagna

FORLI’ / CESENA - Cala la produzione dei rifiuti in Emilia-Romagna: del 3,5% nel 2011 e addirittura del 5% nel primo semestre del 2102, un dato in controtendenza rispetto agli anni precedenti, da ricondurre in parte alla contrazione dei consumi legata alla crisi economica, ma anche a stili di vita più attenti e consapevoli. E’ quanto emerge dal Report Rifiuti 2012, realizzato da Regione Emilia-Romagna e Arpa e presentato oggi a Bologna.

Il Rapporto conferma invece gli altri indicatori principali. In particolare la crescita della raccolta differenziata che nel 2011 ha toccato il 52,9% (1 milione 587 mila tonnellate, pari a 356 kg per abitante), con un aumento del 2,5% rispetto al 2010 e la diminuzione del conferimento in discarica: il 16,7% del totale (-1,7% rispetto al 2010). Sostanzialmente stabile il ricorso agli impianti di incenerimento, che riguarda il 24,9% dei rifiuti urbani (-0,1%) e la produzione dei rifiuti speciali (-0,7% nel 2010 - ultimo dato disponibile - rispetto al 2009). La quasi totalità dei rifiuti differenziati viene avviata a recupero con percentuali che oscillano tra il 77% per la plastica e il 98% per legno e metalli.
I dati del Report Rifiuti fotografano dunque una situazione complessivamente positiva in linea con le indicazioni che arrivano dalla Ue e che indicano nel conferimento in discarica un’opzione sempre più residuale: dal 2001 al 2011 questo dato è passato dal 51% ad appunto il 16,7%. Nello stesso arco di tempo il ricorso all’incenerimento è passato dal 16% al 24,9%. Resta, problematico, il dato sulla produzione dei rifiuti. Nonostante la decisa diminuzione riscontrata nel 2011 e nei primi mesi del 2012, l’Emilia-Romagna continua ad essere uno dei territori che produce più rifiuti (673 kg per abitante contro un una media nazionale di 533 kg), un dato questo che va tuttavia letto considerando la scelta della Regione di “assimilare” ai rifiuti urbani i rifiuti speciali provenienti dalle attività commerciali e dal terziario (circa il 9%).

Analizzando i dati la provincia di Forlì Cesena con 398 mila abitanti produce circa 306 tonnellate di rifiuti, poco meno di una tonnellata a testa all’anno. Per essere più precisi, ogni abitante del territorio produce circa 770 kg di spazzatura. La raccolta differenziata sul territorio sfiora il 50% (sempre per la precisione la percentuale si attesta al 49.8% ndr). I rifiuti indifferenziati rimanenti, una volta selezionati, equivalgono a circa 154 mila tonnellate; il 75% di questi vengono inceneriti, mentre il 20% finisce in discarica. Recupero e biostabilizzazione si attestano invece al 5%.

Per quanto riguarda la produzione di rifiuti speciali che provengono dal settore industriale agricolo e artigianale e che costituiscono il 77% dei rifiuti complessivamente prodotti in Emilia-Romagna, il dato più recente, relativo al 2010, indica una produzione sostanzialmente stabile rispetto al 2009 di 10.420.669 tonnellate. Si tratta in gran parte di rifiuti speciali non pericolosi (91%).
Considerando i rifiuti speciali gestiti (12.735.692 tonnellate) nel 2010 ha subito una riduzione la quota avviata a recupero (-3,4%) e un incremento quella avviata a smaltimento (+3,6%). Anche i rifiuti gestiti sono in gran parte non pericolosi (94%). Gli impianti per il trattamento dei rifiuti speciali sono in Emilia-Romagna 1.200. 
Le regioni da cui provengono per la maggior parte i rifiuti speciali in ingresso e in uscita in Emilia-Romagna (il settore è soggetto al libero mercato) sono Lombardia e Veneto. I flussi in entrata superano comunque quelli in uscita (60 e 40%).

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