6 dicembre 2012 - Forlì, Economia & Lavoro

Nuovo picco per la disoccupazione, a Forlì-Cesena oltre il 10 per cento in più in un anno

Male donne e stranieri, i giovani soccombono

 

FORLÌ. La crisi si aggrava. Soprattutto per chi il lavoro l'ha perso o rischia di perderlo. Un popolo, quello dei disoccupati, che assomma la popolazione di una città medio-piccola: 32mila 879 persone. Un aumento del 10,7 per cento rispetto ad un anno fa.

32 mila persone disoccupate è un record per la provincia di Forlì-Cesena. Lo ammette anche l'assessore provinciale al lavoro e alla formazione Denis Merloni: «Sono dati a cui non siamo abituati, anomali per la nostra provincia».

Nel dettaglio, la disoccupazione colpisce, nel nostro territorio, nell'anno che va dal 30 settembre 2011 al 30 settembre 2012, soprattutto gli stranieri (+15,4 per cento), gli uomini (+13,4 per cento), i disoccupati con precedenti esperienze lavorative (+11,6 per cento) e le donne (+8,8 per cento). Fa male, anche se non stupisce più di tanto, il dato riguardante gli inoccupati in cerca di prima occupazione, conteggiati assieme ai disoccupati, per i quali si registra un aumento dell'11,6 per cento su base annua. Fa male perchè si tratta, perlopiù, di giovani in cerca di prima occupazione per i quali le porte del mondo del lavoro si chiudono prima ancora di aprirsi.

Disoccupazione femminile. Degli oltre 8mila stranieri disoccupati, che rappresentano oltre il 25 per cento del totale dei senza lavoro in provincia, le donne sono la maggioranza: 4356 donne contro 4083 uomini. Così anche per la categoria dei disoccupati con precedenti lavorativi: su 29mila 333, 16mila 499 sono donne e 12mila 834 sono uomini. Stessa situazione anche per gli inoccupati: su 3mila 546, 2195 sono donne e 1351 sono uomini. L'accesso al lavoro, insomma, già di per sé difficile, diventa più complicato per i giovani e le donne. Critica, quindi, la situazione per le giovani donne.

Stratificazione per età. I giovani dai 19 ai 29 anni rappresentano il 18 per cento del totale dei disoccupati, con un aumento del 14 per cento rispetto ad un anno fa. Ma è la fascia d'età 30-49 anni a subire il tracollo peggiore: si parla del 54 per cento dei disoccupati, in aumento di oltre il 7 per cento. Si tratta di una fascia di popolazione lavorativa che lavora da un tempo relativamente breve, magari entrata nel mondo del lavoro a metà anni Novanta e che ancora non è riuscita ad approdare ad una stabilizzazione. I disoccupati oltre i 50 anni sono una cifra ragguardevole: rappresentano il 27,8 per cento dei disoccupati forlivesi e cesenati, con un aumento su base annua di oltre il 16 per cento.

Avviamento al lavoro. Gli avviamenti al lavoro, in un anno, sono stati 78mila 664, di cui il 30 per cento per gli stranieri. Al netto delle cessazioni dei rapporti di lavoro, per qualunque motivo, gli avviamenti al lavoro registrano un saldo positivo di +13mila 522. Praticamente, l'unico dato positivo di questo bollettino di guerra.

Si registra anche una sostanziale diminuzione dei tirocini formativi, per effetto della riforma Fornero: con 678 tirocini formativi, il dato percentuale scende di oltre il 53 per cento.

 

 

(Michele Dori)

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