4 dicembre 2012 - Forlì, Cesena, Cultura, Società

Quando il teatro è un fattore di inclusione

Ben 356 spettatori con disabilità visive e uditive hanno partecipato a "Un invito a Teatro no limits"

FORLI' / CESENA - Il teatro può e deve diventare uno strumento di inclusione sociale e il progetto “UnInvito a Teatro No Limits”, che volge oramai alla conclusione, ne è un chiaro esempio. Grazie all’impiego di tecnologie e di accorgimenti, anche piuttosto costosi, ipovedenti e non vedenti, ma anche ipoudenti e non udenti hanno potuto partecipare alle rappresentazioni teatrali in scena a Forlì, Cesena, Sarsina e Predappio. Il progetto, che si è articolato nel biennio 2011 / 2012 ha permesso solo nel corso di quest’ultimo anno la partecipazione di ben 356 spettatori e la stagione non è ancora conclusa.  Gli ultimi due spettacoli supportati da questi servizi si terranno, infatti, domenica 9 dicembre. Saranno audiodescritti e sopratitolati gli spettacoli “Wordstar(s)” di Vitaliano Trevisan, al teatro Alessandro Bonci di Cesena (ore 15,30), e “Cyrano de Bergerac” di Edmond Rostand, al teatro Diego Fabbri di Forlì (ore 16).

(Prenotazioni: 0543 712819 oppure 380 3691971, e-mail info@centrodiegofabbri.it)

 

Il progetto è stato  finanziato dalla Regione Emilia-Romagna ed ha visto la collaborazione dei Comuni di Forlì (capofila), Cesena, Sarsina e Predappio e il supporto operativo del Centro Diego Fabbri.

la cultura grazie a questa iniziativa ha potuto assumere, finalmente il suo giusto valore, quello cioè di inclusione sociale, dove tutti devono poter essere in grado di partecipare in maniera paritaria agli eventi.  Secondo i dati diffusi dall’Istat nel 2010 con la pubblicazione de La disabilità in Italia - Il quadro della statistica ufficiale, in Italia vivono all’incirca 350.000 non-vedenti totali, un milione e mezzo di ipovedenti e oltre un milione di non-udenti. In Emilia-Romagna vi sono oltre 100.000 persone con difficoltà sensoriali legate a vista e udito.

 

Il costo dell'audiodescrizione e della sopratitolazione si aggira sui 2.500-3.000 euro a spettacolo. Le attrezzature necessarie, sono state noleggiate e il loro costo viene sostenuto dai Comuni che partecipano all’iniziativa. I contributi regionali e provinciali destinati al piano sono stati di 12.000 euro nel 2011 e 19.000 euro nel 2012. Il Centro Diego Fabbri ha svolto una funzione di segreteria degli eventi e una capillare azione di promozione. 

La tecnica dell’audio-descrizione consente, tramite descrizioni inserite nelle pause tra i dialoghi, di rendere accessibili tutti quei particolari silenziosi  -ma visibili - che contribuiscono alla creazione del significato stesso dell’opera. La scenografia, i costumi di scena, l’aspetto, le espressioni del volto e le azioni dei protagonisti, divengono in tal modo la cornice sonora all’interno della quale gli attori si muovono dando vita alle vicende umane. Il servizio di audio-descrizione consiste nella dotazione di una cuffia mono-aurale collegata a un ricevitore, attraverso il quale è possibile ascoltare le descrizioni lette contemporaneamente alla messa in scena. 

La sopratitolazione invece si configura come la ri-editazione dei dialoghi e della colonna sonora dello spettacolo. Attraverso la normalizzazione di quelle parti del linguaggio difficilmente comprensibili vengono fornite indicazioni circa l’intonazione delle battute, i dettagli sonori e musicali dell’opera, rendendo accessibili tutte quelle informazioni sonore che contribuiscono alla creazione del significato dell’opera. Il servizio di sopratitolazione viene effettuato posizionando uno schermo nero al di sopra del palcoscenico, sul quale proiettare i sopra-titoli in tempo reale, con l'ausilio di un operatore qualificato.

Una testimonianza importante dell’efficacia di questo progetto viene da Barbara Righi, presidentessa dell’Associazione per la Difesa dei Diritti degli Udiolesi di Cesena: “I nostri giovani hanno partecipato ad alcuni spettacolo e per molti di loro è stata la prima volta che assistevano e partecipavano ad uno spettacolo teatrale. I sovratitoli a teatro sono uno strumento eccezionale di inclusione sociale per le persone sorde”.

“Sono anche occasioni per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle difficoltà delle persone sorde, difficoltà che sono difficilmente comprese. E’ stato fatto tanto lavoro sulle barriere architettoniche, ma poco si sa delle barriere della comunicazione”. Spiega Elena Baredi, assessore alla cultura del Comune di Cesena: “Non possiamo fare altro che essere grati a quanti si sono spesi per questo progetto e per la loro ostinazione; per la capacità farci prestare attenzione ad iniziative di questa valenza”. Visti i riscontri sul progetto, l’augurio è che queste politiche di inclusione culturale e sociale possano essere riproposte, anche se i finanziamenti sono sempre minori.

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