29 novembre 2012 - Forlì, Cesena, Cronaca, Politica, Società

Autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti in ambito provinciale

Bulbi: "Cara Parma ti arrangi, ti fai l’inceneritore"

FORLI’ / CESENA - La difesa del principio di autosufficienza e di dimensionamento locale degli impianti di smaltimento dei rifiuti è contenuta in un’interrogazione del capogruppo del PdL Stefano Gagliardi. Il consigliere ricorda che “nel Piano Provinciale Gestione Rifiuti della Provincia di Forlì-Cesena, approvato il 30 luglio 2007, un punto condiviso da tutti i partiti allora presenti imponeva che la gestione dei rifiuti urbani non pericolosi avvenisse all'interno degli ambiti territoriali ottimali (ATO) ovvero entro i confini della nostra provincia, ‘dimensionamento degli impianti per smaltire a regime tutti i rifiuti urbani che si producono nel territorio provinciale,  prevedendo quote disponibili solo in caso di emergenza e limitatamente a quanto previsto negli accordi di programma sottoscritti dalla provincia Forlì – Cesena.’”. Ora, dal momento che “sono scomparsi gli ATO provinciali (ed i loro confini)  ed è nata  l’Agenzia territoriale dell'Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti, nonché i contenuti  delle linee di indirizzo del Piano Regionale Gestione Rifiuti, che subentrerà al Piano provinciale, privilegiano l’utilizzo degli inceneritori per lo smaltimento finale dei rifiuti urbani”, si chiede di sapere “se la scomparsa degli ATO ed i conseguenti cambiamenti sono elementi tali da eliminare di fatto il vincolo posto nel piano provinciale relativo all’autosufficienza,  consentendo quindi l’arrivo di rifiuti urbani da altre province della Regione magari non dotate di inceneritori o con impianti vetusti?”

Risponde il presidente Massimo Bulbi: “E’ un tema molto attuale, è opportuno fare il punto della situazione. Rispetto alla conferenza di pianificazione che prevedeva, quando diventai presidente, una potenzialità di 180.000 tonnellate, di cui 60.000 del vecchio inceneritore, mentre noi pretendemmo 120.000 tonnellate e demolizione del vecchio inceneritore. Dicemmo che era assolutamente importante andare, come prevedeva le legge, verso una maggiore raccolta differenziata, che quando arrivai era sotto il 30% mentre oggi è al 50% con l’assimilazione dei rifiuti delle imprese. L’assimilazione ci permette di sapere esattamente cosa produciamo e dove va a finire. La legge probabilmente ci costringerà a tornare indietro, ma finché non è così noi andiamo avanti. Già alcuni anni fa Parma aveva provato a dire che i loro rifiuti sarebbero venuti nel nostro inceneritore e dicemmo di no. Altra cosa importante: abbiamo detto ‘no’ ai rifiuti speciali. Spero che il Comune infine esprima con altrettanta chiarezza un ‘no’ ai rifiuti del nuovo ambito territoriale, ma questo problema mi preoccupa meno perché Rimini e Ravenna sono autonomi e come noi hanno pensato per tempo a questo problema. Quindi: cara Parma ti arrangi, ti fai l’inceneritore. Noi sappiamo che erano scelte impopolari ma giuste per il nostro territorio, mentre a Parma così come a Napoli hanno fatto una campagna elettorale tutta sul ‘no’ all’inceneritore. Ora ne paghino le conseguenze, se lo vogliono portare via se le devono pagare i cittadini di Parma e devono esserne consapevoli. Faremo cose eclatanti se necessario. Quindi dobbiamo dire con fermezza ‘no’ ai rifiuti da fuori provincia e ‘no’ ai rifiuti speciali. Sono due le battaglie. Hera fa leva su una nuova legge regionale. Per quanto ci riguarda è ancora vigente il nostro piano rifiuti che prevede dei paletti, tra cui l’autosufficienza territoriale, e li faremo rispettare, mentre il futuro piano regionale non potrà che essere la somma dei precedenti piani regionali, in quanto furono piani concordati e discussi sul territorio. Ecco cosa intendo quando dico che questi sono i rischi che si corrono quando si allontana dal territorio il centro pensante del problema”.

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