27 novembre 2012 - Forlì, Cronaca, Società

Inceneritore, Rifondazione mette "la pulce nell'orecchio"

Candido: "ieri le biomasse, oggi i rifiuti dalle altre Provincie e domani, forse anche quelli speciali?

FORLI’ - Il piano provinciale dei rifiuti predisposto nel 2004 dalla Provincia prevedeva il mantenimento del vecchio inceneritore da 66.000 ton/anno a cui doveva aggiungersi il nuovo da 120.000 ton/anno.

Per l’opposizione dei cittadini e del Comune di Forlì il vecchio impianto è stato smantellato e nella autorizzazione AIA della nuova struttura si è inserito il divieto di bruciare rifiuti speciali e quelli provenienti da fuori Provincia ovvero dai territori che non erano di competenza dell’ATO.

L’autorizzazione, valida per cinque anni, sta per scadere e nella nuova domanda HERA ha chiesto di poter bruciare rifiuti provenienti da tutta la Regione, dal momento che ora l’Ambito Territoriale Ottimale (ATESIR) è regionale. La richiesta è motivata dal fatto che, in loco, vi sarebbero pochi rifiuti da bruciare. In realtà nel 2011 nella provincia di Forlì il rifiuto indifferenziato è stato di oltre 153.000 ton. e nonostante l’introduzione in qualche Comune della raccolta porta a porta il suo trend di diminuzione si è affievolito, tanto che nel 2010 la quantità di indifferenziato era addirittura aumentata (dati HERA).

“Non mancano quindi i rifiuti da bruciare in provincia di Forlì, anzi ve ne sono 33.000 tonnellate in più che vanno in discarica – interviene il segretario federale di Forlì del Partito della Rifondazione Comunista, Nicola Candido - Perché allora HERA insiste tanto per portali da “fuori”?

La risposta è semplice, l’inceneritore è stato costruito con una potenzialità superiore a quella autorizzata, come dimostra la richiesta, di qualche tempo fa, di bruciarvi 27.000 tonnellate di biomasse in aggiunta alle 120.000 ton. di rifiuti”.

 

“Inoltre – continua Candido - aumentando il bacino di utenza dell’impianto aumentano le possibilità di scelta del rifiuto “più semplice” da bruciare e dei clienti, HERA così potrebbe assumere un ruolo strategico anche nelle province dove non ha ancora la gestione del servizio rifiuti.

In sostanza HERA sta applicando la politica del carciofo, siccome tutto insieme non passa e fa male, ne stacca, e ne fa passare, una foglia alla volta: ieri le biomasse, oggi i rifiuti dalle altre Provincie e domani, chissà, forse anche quelli speciali?”

 

Rifondazione dunque invita le istituzioni a rigettare le richieste di HERA e riportare lapianificazione in mano alle pubbliche amministrazioni e ai cittadini “svincolando la gestione dei rifiuti dai profitti privati, altrimenti l’interesse a bruciare prevarrà sempre su quello a riciclare”, conclude Candido

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