13 novembre 2012 - Forlì, Cesena, Cronaca, Società

Ben 2,5 milioni di euro contro le barriere architettoniche

Per i comuni di Forlì-Cesena previsti 208mila euro di contributi

FORLI' / CESENA - Contro le barriere architettoniche la legge c’è, da più di vent’anni, sono i soldi che mancano. O meglio, sono i fondi dello Stato a mancare all’appello. Per questo, da 11 anni a questa parte, la Regione Emilia-Romagna si fa carico del problema finanziando l’eliminazione delle barriere con fondi regionali.

“Si tratta di un impegno forte nei confronti delle categorie deboli – spiega il consigliere regionale Damiano Zoffoli – pari a 2,5 milioni di euro per quest’anno. Di questi, 208mila euro di contributi sono destinati ai comuni della Provincia di Forlì-Cesena, la stessa cifra stanziata lo scorso anno. Questi contributi attiveranno interventi pari a 2 milioni 175mila euro sull’intero territorio provinciale, secondo le richieste presentate da invalidi totali o parziali”.

I contributi stanziati, a fondo perduto, sono vincolati alla realizzazione di interventi per rendere accessibili gli edifici a portatori di menomazioni, o limitazioni funzionali, di tipo permanente. Gli interventi devono essere realizzati in edifici privati ad uso abitativo oppure in edifici adibiti a centri o istituti residenziali per l’assistenza agli invalidi, al fine di rendere accessibili e fruibili le aree in cui si trovano gli edifici.

“Anche le persone con disabilità hanno il diritto di continuare a vivere, e al meglio, nel proprio alloggio – continua Zoffoli –. A volte basta un piccolo lavoro all’abitazione per aumentare il grado di autonomia della persona, evitandole il trasferimento in una struttura sanitaria. Per questo la Regione ritiene essenziale rifinanziare un tipo di interventi del quale lo Stato, purtroppo, si disinteressa”.

La domanda per ottenere il contributo va presentata al Comune di residenzaentro il 1° marzo di ogni anno. I Comuni trasmettono il fabbisogno alla Regione che ripartisce i finanziamenti disponibili tra gli stessi Comuni, che provvedono poi a erogare i contributi agli aventi diritto.

Le tipologie di interventi più richieste riguardano l’accessibilità all’alloggio di residenza (rampe di accesso, montacarichi, adeguamento di porte ed ascensori), l’adeguamento degli spazi interni dell’abitazione alle mutate esigenze (allargamento e rifacimento di bagno e sanitari, adeguamento di camere da letto e cucine) o la sistemazione degli spazi comuni dei condomini. Non mancano, infine, l’installazione di dispositivi di segnalazione per non vedenti o l’acquisto di automezzi idonei al trasporto disabili.

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