12 novembre 2012 - Forlì, Cronaca, Società

Le scuole migliori si trovano in Emilia Romagna

Anche se gli istituti superiori di Forlì Cesena non se la passano bene

FORLI’  / CESENA - Forlì e Cesena si trovano in 12^posizione  nella classifica stilata da Legambiente riguardo le “Buone Pratiche” ecocompatibili dei plessi scolastici, graduatoria che presenta nelle posizioni più alte i Comuni che hanno investito di più in servizi e pratiche “ecosostenibili”.

I parametri sono relativi a: disponibilità del servizio di scuolabus, attivazione pedibus, finanziamenti per attività educative delle scuole e progetti rivolti agli under 14, sicurezza

urbana nelle aree esterne agli edifici scolastici, mense scolastiche e pasti biologici, raccolta differenziata dei rifiuti nelle scuole, utilizzo di fonti d’illuminazione a basso consumo, fonti di energia rinnovabile negli edifici scolastici. Parma, Reggio e Piacenza sono le uniche realtà regionali che precedono il territorio provinciale forlivese cesenate  in questa classifica, che rientra nel 13° rapporto sulla qualità dell’edilizia scolastica delle strutture e dei servizi.  La graduatoria delle città, i cui dati sono riferiti alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado è il risultato finale della somma dei dati relativi alle informazioni generali sugli edifici, le certificazioni, la manutenzione, i servizi messi a disposizione delle istituzioni scolastiche, l’avvio di pratiche ecocompatibili, l’esposizione a fonti di inquinamento ambientale interne ed esterne agli edifici scolastici.

Per il secondo anno consecutivo al vertice della graduatoria dei Comuni capoluogo di provincia che partecipano all’indagine di Ecosistema Scuola troviamo Trento (1º). Seguono Piacenza (2º), con una risalita di ben sette posizioni rispetto allo scorso anno, Verbania (3º), Prato (4º), Parma (5º), Reggio Emilia (6º), Pordenone (7º), Asti (8º), Terni (10º) che si confermano anche quest’anno nella top ten della graduatoria, quindi la nuova entrata Forlì (9º). Emilia Romagna e Piemonte, rispettivamente con 4 e 2 città tra le prime dieci, le regioni che con Trentino Alto Adige e Toscana guidano la graduatoria sulla qualità dei servizi e dell'edilizia.

Per quanto riguarda il fattore rischio, Forlì Cesena si collocano in 35^posizione nella lista dei Comuni dove le scuole sono esposte a un maggiore rischio ambientale, interno ed esterno. Nelle posizioni più alte troviamo i Comuni le cui scuole hanno una esposizione maggiore al rischio.

Tra gli indicatori, l’esposizione a fonti d’inquinamento interno come l’amianto e il radon, la presenza di fonti d’inquinamento atmosferico, elettromagnetico, acustico, industriale, sia tra 1 e 5 km che entro 1 km, i monitoraggi ambientali.

Con quattro città tra le prime dieci in classifica, l’Emilia Romagna guida la graduatoria sulla qualità dell’edilizia scolastica e dei servizi.

Una regione con una percentuale di edifici scolastici che necessitano di interventi di

manutenzione urgente tra le più basse in Italia (19,29%) ma che dopo anni di grandi investimenti nella manutenzione straordinaria oggi impegna circa il 60% in meno della media nazionale. Parma e Bologna le città che entrano invece nella top ten dei Comuni che investono di più in manutenzione ordinaria.

Sono il 10,93% gli edifici costruiti dopo il 1990, contro un 7% della media nazionale, positivo anche il dato sugli edifici realizzati secondo i criteri della bioedilizia (1,59%).

Tutti sopra la media nazionale i dati sulle certificazioni degli edifici: il 58,58% possiede quello di collaudo statico, il 75,20% quello di agibilità, il 79,47% quello igienico - sanitario, il 40,53% quello di prevenzione incendi, il 94,34% ha impianti elettrici a norma. Sono il 96,46% gli edifici con i requisiti di accessibilità.

E’ però sul fronte delle buone pratiche e dei servizi a disposizione delle istituzioni scolastiche che i Comuni dell’Emilia Romagna rappresentano un’eccellenza. Tutti i parametri infatti si pongono sopra la media nazionale: dal servizio di scuolabus (30,62%), al pedibus (6,02%), dagli investimenti per progetti e iniziative per gli under 14 (83,33%) all’attenzione alla sicurezza dei ragazzi che frequentano le scuole. In quest’ultimo ambito riscontriamo che il 98,86% degli edifici hanno nelle aree antistanti attraversamenti pedonali, il 20,32% semafori pedonali, il 31,28% nonni vigili, il 48,63% piste ciclabili, il 25,80% transenne parapedonali. Sono inoltre un buon 18,39% gli edifici posti in Zone 30.

Buono il dato sulle mense scolastiche dove la media dei prodotti biologici nei pasti è pari al 74,29%, il dato nazionale è del 56,29%, nel 56,27% si utilizzano piatti in ceramica o riutilizzabili, nel 76,07% viene distribuita acqua del rubinetto.

Se in tutte le scuole vengono utilizzate fonti d’illuminazione a basso consumo, sono il 20,98% quelle che utilizzano fonti di energia rinnovabile, il dato nazionale è pari al 12,40%. Scuole con servizi ma anche monitorate. In tutti gli edifici è stato realizzato il monitoraggio dell’amianto, da non sottovalutare tuttavia il dato sui casi certificati di amianto (15,26%) le cui azioni di bonifica negli ultimi due anni sono ferme al 2,82%.

Buono rispetto alla media nazionale il dato sul monitoraggio del radon, realizzato nel 50% degli edifici con l’1,06% di casi certificati. Sopra la media nazionale, in questo caso non positivamente, gli edifici posti in prossimità di elettrodotti (9,92%) e di antenne cellulari (31,64%). Significativi anche i dati sulla presenza tra 1 e 5 km di industrie (15,93%) e aeroporti (29,03%), mentre entro 1 km quello sulle autostrade (29,03%).

Accanto ai dati delle amministrazioni comunali, cui spetta la competenza per le scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, il dossier tratta anche quelli delle province, competenti delle scuole secondarie di secondo grado (scuole superiori). Il campione riguarda 1.229 edifici scolastici per una popolazione totale di 704.149 alunni.

Il 65,07% degli edifici scolastici, che nascono per lo più come scuole, è stato costruito prima del 1974, solo l’8,25% risale al periodo tra il 1991 e il 2011, il 5,91% è stato costruito secondo i criteri della bioedilizia. Belluno con 9 scuole e Padova con 4 sono le sole province ad aver puntato a costruire il nuovo secondo tali criteri. Forlì e Cesena in questo caso si posizionano nella bassa classifica a quota 55, a sole 7 posizioni dall’ultima posizione, occupata da Lucca.

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