29 ottobre 2012 - Forlì, Cronaca, Economia & Lavoro, Società

Giunchi infissi chiude i battenti

Fiom critica sugli avvenimenti registratisi in azienda

FORLI’ - Nelle scorse settimane è arrivata la notizia del fallimento dell’ azienda forlivese Giunchi Giordano srl, attiva nel campo degli infissi e nell’edilizia con sede a Forlì in Via Schiapparelli.

L’Azienda da diversi mesi si trovava in una difficile situazione finanziaria ed era in ritardo con il pagamento delle retribuzioni dei dipendenti, ritardo che aveva raggiunto le sei mensilità, secondo quanto comunicato dalla Fiom.

Diversi sono stati nel tempo i tentativi compiuti dal Sindacato e dai lavoratori, anche attraverso il coinvolgimento delle istituzione locali, di trovare soluzioni volte a garantire continuità lavorativa e di reddito.

 

Gli stessi lavoratori si sono resi disponibili, nonostante le numerose incertezze, a continuare il loro lavoro fino alla metà di luglio a pieno regime al fine di concludere alcuni cantieri e recuperare, secondo gli accordi presi le loro retribuzioni. Ora quei cantieri sono stati portati a termine e ci risulta che i relativi incassi non hanno garantito ai lavoratori di rientrare di quanto a loro spettante.

 

Le Organizzazioni Sindacali hanno anche denunciato in tutti i tavoli organizzati, a partire dalle istituzioni locali, quello che sembrava il tentativo di creazione di una nuova società (una NEWCO) “ripulita dai debiti, sgravata dalle responsabilità verso i lavoratori ma direttamente riconducibile alla Giunchi Giordano”, spiegano in una nota i rappresentati della Fiom.

Dalla sigla sindacale vengono lanciate anche forti critiche sugli ultimi avvenimenti che si sarebbero registrati in azienda e che alcuni dipendenti avrebbero riportato, come il tentativo di trasformazione in società cooperativa o la scomparsa dalla sede di alcuni mezzi e computer aziendali contenenti, sembrerebbe, la contabilità aziendale

 

“La Fiom e i lavoratori della Giunchi Giordano – continua la nota - chiedono a tutte le istituzioni e alle autorità preposte di fare la massima chiarezza sulla vicenda in modo da evitare che l’ennesima chiusura di un pezzo di patrimonio industriale del territorio sia pagata ancora una volta dai lavoratori”.

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