26 ottobre 2012 - Forlì, Cronaca, Sanità, Società

Equipe dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni” a Khulna per aiutare donne e bambini

FORLI ' - Centinaia di visite, 50 interventi di chirurgia plastica ricostruttiva, formazione e aggiornamento di operatori locali, sia medici sia infermieri. E’ questo il bilancio della seconda missione a Khulna (Bangladesh), di un’equipe multidisciplinare di medici e infermieri dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni” di Forlì. I professionisti sanitari forlivesi, insieme ad alcuni colleghi dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna e dell’ospedale di Riccione, hanno, infatti, operato nelle baraccopoli della cittadina, a 450 chilometri dalla capitale Dacca, in collaborazione con le Missionarie Contemplative di Padre Charles de Foucauld, e i Padri Saveriani. Nel viaggio di ritorno, hanno accompagnato in Italia il piccolo Shibu Bain, un bambino affetto da paralisi cerebrale infantile, e Maruk, attualmente seguiti dall’U.O. di Pediatria, diretta dal dott. Enrico Valletta, dell’Ausl di Forlì, e dall’U.O. di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva, diretta dal prof. Enrico Ricci, con il sostegno economico dell’associazione Papa Giovanni XXIII°.

Per quanto riguarda l’attività svolta durante il soggiorno in Bangladesh, il team chirurgico, coordinato dal dott. Andrea De Vito, otorno dell’Ausl di Forlì, e composto dalle anestesiste Marina Terzitta e Morena Calli, dalla strumentista Debora Milanesi, dall’infermiera di sala Gilberta Guidi, e dalla dott.ssa Rossella Sgarzani e dal dott. Luca Negosanti, entrambi chirurghi plastici dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna, ha effettuato una cinquantina d’interventi, soprattutto di chirurgia plastica ricostruttiva, mentre il team medico, formato da Marco Berdondini, radiologo ed ecografista, da Francesca Donadio, endocrinologa, diabetologa, dell’ospedale di Riccione, e da Daniela Valpiani, medico e gastroenterologa,  ha svolto oltre 600 visite nell’ambulatorio delle Blue Sisters (Comunità missionaria-contemplativa Charles De Foucault) e nelle baraccopoli. Nell’occasione sono state anche insegnate le basi dell’ecografia a operatori locali, grazie all’ecografo portatile donato dall’Associazione Pollicino di Cusercoli.

«Abbiamo riscoperto malattie quali la tbc miliare e le caverne, la tbc intestinale e cutanea, la lebbra, le piaghe e gli esiti di ustioni devastanti, le malformazioni gravi da denutrizione, senza contare le tante forme di disagio psichico e “pazzia” – racconta la dott.ssa Valpiani, coordinatrice della missione – oltre a tali patologie, non più presenti da noi con tale intensità da circa 100 anni, abbiamo visto “altro”, come la totale mancanza di rispetto riservata alla donna, spesso bruciata con kerosene e/o acido, perché troppo bella o con scarsa dote, e la triste sorte che tocca ai bambini, costretti al lavoro pesante in alternativa all’accattonaggio. Abbiamo osservato miserie e atrocità, ma anche il sorriso di cui, nonostante tutto, sono capaci questi bimbi, e l’eroica normalità di volontari e missionari, che agiscono come operatori di pace e compiono atti di giustizia, “curando”, aprendo scuole, e facendosi carico dell’istruzione dei più giovani».

Partners della missione sono stati: InterplastItaly, presieduta dal prof. Paolo Morselli dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna, che ha messo a disposizione personale e strumentazione chirurgica; Croce Verde Predappio-Meldola e Associazione Romagnola Malattie Intestinali Croniche, per il supporto organizzativo; Associazione Pollicino di Cusercoli, che ha donato un ecografo portatile, con tre sonde, e contribuito economicamente.

 

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