16 ottobre 2012 - Forlì, Agenda, Economia & Lavoro, Politica

La CGIL "marcia" su Roma

Da Forlì partenza di pullman per prendere parte alla grande manifestazione della capitale

FORLI' - Dalla Crisi non si esce riducendo il lavoro”: con questo slogan la CGIL di Forlì si prepara a prendere parte alla manifestazione nazionale che si terrà sabato 20 ottobre a Roma per rivendicare il diritto al lavoro di operai, tecnici, ricercatori. L’obiettivo è quello di spingere il governo ad una vera e propria inversione di tendenza, “per cambiare l’agenda del Governo Monti” si legge nel materiale informativo distribuito dai sindacati. La CGIL apre alle iscrizioni per partecipare all’appuntamento della capitale. La partenza è prevista da Forlì alle 7.45 con tappe a Meldola, Santa Sofia e Roma e  successivamente alle 8.00, con partenza da Forlì, transito da Forlimpopoli prima di giungere alla “città eterna” (le prenotazioni sono da effettuarsi entro domani, mercoledì 17 ottobre, al numero telefonico 0543 453711).

La manifestazione romana prenderà avvio in piazza San Giovanni dalle 10.30 e proseguirà ininterrottamente sino alle 17.30 quando il segretario generale della CGIL, Susanna Camuso interverrà dal palco rimarcando una volta di più il valore dell’appuntamento e lanciando un messaggio diretto al Governo.

L’Italia attraversa la crisi più grave dal dopoguerra ad oggi e l’apparato industriale, come quello dei servizi, sono sottoposti ad un processo di ridimensionamento evidente, con un conseguente taglio all’occupazione l’aumento dello stato di precarietà ed un decadimento qualitativo dei servizi di welfare sociale. Se le grandi aziende faticano a rimanere a galla, quelle piccole e medie rischiano addirittura di essere spazzate via travolte da questa crisi finanziaria. “In Italia ci sono anche imprese che dimostrano capacità dinamiche che hanno investito in innovazione di processo e di prodotto – spiega Paride Amanti – e che operano positivamente nei mercati internazionali. Ciò conferma che il paese ha bisogno di investimenti in tecnologie ed innovazione. Il Governo Monti non ha assunto nessun provvedimento in questa direzione né per risolvere le crisi né per favorire la ripresa. In materia di mercato del lavoro non si è prodotto alcun risultato positivo per stabilizzare l’occupazione. I recenti provvedimenti sul fisco non risolvono l’esigenza strutturale di riduzione del carico fiscale sul lavoro e pensioni peggiorando anzi le condizioni per i redditi più bassi”.

La manifestazione di sabato è un’occasione per chiedere:

  • Una politica industriale volta ad assicurare un futuro all’industria e ai servizi sostenendo gli investimenti
  • La detassazione della 13ma mensilità per sostenere i consumi delle famiglie
  • La proroga di almeno un anno dell’attuale sistema di ammortizzatori sociali
  • Rifinanziare gli ammortizzatori in deroga con particolare riferimento ai precari
  • Risolvere la questione degli esodati trovando un uguale sistema di pensionamento per i lavoratori privati e pubblici in esubero
  • Intervento straordinario per favorire l’occupazione giovanile femminile
  • Allentare il patto di stabilità per consentire ai comuni di dare corso alle opere infrastrutturali finanziabili.

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