12 ottobre 2012 - Forlì, Economia & Lavoro, Società

Il lavoro prima di tutto

Forti preoccupazioni per il settore metalmeccanico dopo la chiusura di 25 aziende

FORLI - Il settore metalmeccanico aggiorna i dati, per la terza volta quest’anno, mostrando una sconsolante situazione di ciriticità. Secondo quanto riportato dalla Fiom Cgil, dal gennaio ad oggi sono stati persi 600 posti di lavoro, a causa della chiusa, fallimento o trasferimento di ben 25 aziende presenti sul territorio forlivese. Le aziende che fanno attualmente ricorso alla Cassia Integrazione Ordinaria sono 37 e i lavori interessati da questo provvedimento sono 1840. Fortunatamente non tutti usufruiscono di questa opzione ma i dati sono comunque preoccupanti. Per quanto riguarda la Cassa Integrazione Straordinaria, sono 11 le aziende che vi hanno fatto ricorso e 1460 gli occupati interessati da questa opzione. Tre i contratti di solidarietà in essere per 50 lavoratori;

A Gennaio le aziende che facevano ricorso alle casse integrazione e ai contratti di solidarietà, erano 38, oggi sono salite a 51 coinvolgendo ben 3350 lavoratori. La situazione, dunque, risulta particolarmente complessa, specie se pensa che il comparto metalmeccanico occupa 6300 dipendenti.

Altra voce sconfortante viene dall’artigianato: qui sono 120 le aziende di settore che hanno attivato una qualche forma di cassa integrazione, in un crescendo continuo. A gennaio le aziende artigiane che avevano fatto ricorso agli ammortizzatori sociali erano 43, salendo a maggio ad 88 fino ad arrivare come detto ad oggi, a 120.

“Non vi sono segnali di ripresa dalla crisi – commenta Michele Bulgarelli, segretario della Fiom Cgil - Ci si augura di aver raggiunto il minimo storico e che ora si possa solo risalire”.

In una situazione come questa un aumento delle ore lavorative secondo la CGIL, non è ammissibile, in linea con lo slogan che il sindacato sta adottando: “Lavorate meno, lavorate tutti”.

“Non possiamo aumentare l'orario di lavoro – conferma Bulgarelli - ma va ridotto con una contrattazione oculata che servirebbe per evitare anche la desertificazione industriale. Le istituzioni dovrebbero ipotizzare un finanziamento straordinario. Anche i lavoratori devono essere coinvolti nei processi decisionali”.

Oggi a Modena si tiene l’assemblea nazionale della Fiom nel corso della quale si cercherà di trovare “la quadra” e di prendere i provvedimenti necessari per contrastare l’aumento della disoccupazione e ricompattare tutti i sindacati, studiando modalità che evitino in futuro accordi separati. La Fiom, inoltre, chiederà al Governo l’impiego, in maniera selettiva, del cuneo fiscale.

“C’è bisogno di un progetto strategico – spiega il segretario della CGIL, Paride Amanti -  per cui stiamo lavorando per un nuovo piano del lavoro privilegiando ambiente, filiera corta, l'innovazione e la ricerca. Tra le varie proposte anche un innalzamento dell’obbligo scolastico, che dovrebbe essere elevato a 18 anni”. Intanto si preannuncia anche una manifestazione a Roma, cui la federazione forlivese aderirà con l’allestimento di un servizio pullman. “Con la manifestazione del 20 mettiamo in relazione quanti stanno combattendo in solitudine – continua Amanti - Il lavoro che c'è deve essere divisa tra tutti. E’ necessario detassare le tredicesime ed aumentare la copertura degli ammortizzatori sociali e allentare il patto di stabilità per permettere ai Comuni di finanziare le opere infrastrutturali al momento strategiche e sostenibili”.

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