11 ottobre 2012 - Forlì, Cesena, Società

Pratica-Mente, una mano per l'anno scolastico appena iniziato

Il progetto si rivolge a quegli studenti indietro con il percorso di studi

FORLI' - Forte dell’esito della fase sperimentale sviluppatasi lo scorso anno scolastico (e di due anni sscolastici precedenti seppur sotto altro nome), è stato confermato  anche per il 2012-13 il progetto “PRATICA-MENTE”, promosso ed organizzato congiuntamente dall’Ufficio Scolastico Territoriale XI di Forlì-Cesena e dal CNOS-FAP di Forlì.
PRATICA-MENTE è stato pensato per quegli alunni cosiddetti “non lineari”, ossia alunni 14-16enni iscritti a scuole secondarie di primo grado, in ritardo col percorso di studi e non ancora in possesso della licenza media o dell’idoneità ad affrontare la classe corrispondente all’età o gli esami di stato conclusivi del primo ciclo.
Si tratta dunque di una rielaborazione “ad uso scuole medie” dei percorsi scolastici già pensati per gli istituti professionali: si programma l’integrazione dello studio curricolare con esperienze formative e professionalizzanti ad impronta laboratoriale vissute presso  enti  di formazione professionale.

Come è nato PRATICA-MENTE?
Attraverso la collaborazione tra il CNOS-FAP di Forlì, portatore del “Sistema preventivo di Don Bosco”, e le Scuole Medie interessate a fornire ai loro alunni occasioni di “rilancio” dell’apprendimento attraverso i canali dell’esperienza diretta e della ri-valutazione del potenziale “persona”. L’ottica salesiana insegna che ogni ragazzo è una risorsa da accogliere e conoscere per insegnargli a scoprire il grande valore che porta dentro di sé, un grande valore che è anche racchiuso nelle sue mani e nel suo desiderio di apprendere un mestiere. E’ stato quindi progettato un percorso laboratoriale e didattico che si sviluppa per un quadrimestre a scuola e per l’altro presso la sede della formazione professionale, concludendosi con gli esami di licenza media o di idoneità al percorso successivo. Il nome del progetto vuole proprio rendere il significato di tutto ciò: dare spazio alle mani per esprimere le capacità e le risorse della persona con la “P” maiuscola, ridando quindi all’alunno dignità e diritto di cittadinanza. Durante la permanenza presso la Formazione Professionale inoltre i ragazzi restano in contatto con i loro docenti, in modo da non chiudere il legame con il gruppo-classe e da sviluppare un programma didattico coerente con le finalità della scuola pubblica cui rimangono iscritti.

Il progetto, che si avvale anche del patrocinio del Comune di Forlì, assume dimensioni provinciali, in quanto è dedicato a 12-14 alunni, provenienti dalle  tre Scuole Medie di Forlì (Palmezzano, Orsini e Ribolle) e dagli Istituti Comprensivi di Meldola e di Predappio, che si sono coordinati in rete. Vengono individuati quei ragazzi che preferiscono non esprimere le loro intelligenze rispondendo solo alle richieste “lineari” della scuola, diventano fortemente demotivati e perdono l’autostima rischiando di andare ad ingrossare le file dell’abbandono scolastico, in altre parole si risponde a richieste di ragazzi più predisposti ad un tipo di apprendimento laboratoriale ed esperienziale.

L’Ufficio Scolastico Territoriale di Forlì-Cesena ha creduto nel progetto, lo ha assunto come proprio e lo ha sostenuto, facilitando gli accordi di rete, occupandosi del coordinamento e, anche attraverso il coinvolgimento dell’Ufficio Scolastico Regionale, integrando  in solido i finanziamenti che le scuole hanno bisogno di reperire oltre il proprio bilancio per sostenere i costi delle attività.

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