9 ottobre 2012 - Forlì, Cultura, Società

Scoperta la stanza dove fu assassinato Girolamo Riario

Ivo Ragazzini racconta il risultato delle sue indagini storiche

FORLI' - “Scoperta dov'era la vera stanza delle ninfe nella quale fu assassinato Girolamo Riario nel rinascimento”. Lo afferma lo scrittore Ragazzini Ivo nel libro “Il fantasma di Girolamo Riario.”appena pubblicato che spiega, non solo cosa successe a Forlì nel rinascimento, ma anche dove e come fu assassinato.
Tutto nasce quando alcune persone raccontarono nelle cronache forlivesi di aver visto prima un fantasma con la testa spaccata che stava “danzando” sospeso nel nulla fuori da una finestra del palazzo comunale, poi alcuni giorni dopo lo rividero uscire da alcune stanze del palazzo lamentandosi.
L'autore indagando quei fatti è riuscito a scoprire a ritroso nel tempo che “quella persona” era Girolamo Riario, primo marito di Caterina Sforza assassinato in quel palazzo più di 500 anni fa.
In particolare ha riscoperto non solo perché fu assassinato, ma esattamente anche dove e come fu assassinato, più tanti altri particolari e cose dimenticate dalla storia.

“Riario fu assassinato nella stanza detta delle ninfe per un regolamento di conti nientemeno che con Lorenzo Il Magnifico, poi tre maldestri militari entrarono, lo presero e lo trascinarono in un'altra stanza che dava in quella che oggi è piazza Saffi per mostrare a tutti che era morto, ma visto che erano maldestri successe qualcosa che è ben spiegato nel libro e Riario cascò giù nella piazza sottostante.”
“Anche la stanza delle ninfe dove fu ucciso non è più quella che esiste oggi con lo stesso nome dentro il palazzo comunale di Forlì che fu dipinta 70 anni dopo quei fatti, ma era la prima stanza degli appartamenti di Riario e si  trovavano in un ala laterale del palazzo.”
“Quella stanza fu fatta distruggere subito dopo quei fatti da Caterina Sforza proprio per la violenza di quegli episodi e mai più ricostruita perché si riteneva quel punto segnato e maledetto per sempre già allora.
“Così gli architetti successivi evitarono accuratamente di ricostruirvi sopra e nascosero quel luogo con un artificio architettonico, ma l’autore ha riscoperto il luogo esatto dove si trovava e da ora in poi chiunque può rivederlo, perché è ben spiegato nel libro come fare.”  spiega l'autore.

“Inoltre anche la finestra e il luogo dove cadde Riario furono considerati per secoli segnati e ancora nel 1661 il cronista forlivese Paolo Bonoli li descriveva come tali, senza tuttavia indicare dove si trovavano.
Naturalmente il libro spiega pure qual era quella finestra e il luogo esatto dove cascò Riario.”  continua l'autore.
“Tuttavia sarebbe un po’ riduttivo parlare solo di questo, perché quel libro parla di molte altre cose che nessuno oggi conosce più.”
“Ad esempio nessuno oggi sa più perché all’epoca girava in Romagna un libro scritto in versi  che annunciava la morte di Riario o di alcuni personaggi rinascimentali forlivesi completamente dimenticati, tipo l’astrologo Girolamo Manfredi, che allora dava lezioni di astrologia a Forlì o Guido Pepo, uno scrittore e  medico guaritore detto “della stella...” e perché costui era detto così.”
“In poche parole si tratta di un pezzo di storia dimenticata, ritrovata dopo secoli ed è sotto questa ottica che andrebbe visto.”

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