5 ottobre 2012 - Forlì, Cronaca, Società

Sindacati e Start Romagna, è muro contro muro

Le organizzazioni indicono uno sciopero di 4 ore

Le sigle sindacali di CGIL CISL e UIL si sono riunite ieri a Cesena per dibattere sulla bufera che si sta abbattendo in questi giorni sul servizio di trasporto pubblico locale. Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti-Uil, Faisa-Cisal, Fast-Confsal, Ugl,esprimono disappunto e contrarietà ad ogni atteggiamento non rispettoso di norme vigenti e invitano i dipendenti di Start Romagna ad esprimere il loro legittimo disagio, “creato da un gruppo dirigente imperativo che non si è dimostrato all'altezza”,si legge nella nota unitaria inviata,  nelle forme di lotta programmate organizzate dal sindacato. Non si condanna “l’assenza in massa” per ragioni di malattia, ma si invitano i lavoratori a protestare in altra maniera.

“Invitiamo a non scendere al livello di coloro che giustificano le loro azioni unilaterali come la salvezza di posti di lavoro, che scelgono la "medicina" senza consultare nessuno e soprattutto senza rispettare le stesse regole che hanno sottoscritto”, confermano i sindacati che riversano la responsabilità non solo sull’azienda ma anche sugli amministratori locali.

“Start Romagna – scrivono ancora CGIL CISL e UIL -  è nata anche e soprattutto grazie al contributo e all'impegno profuso di tutte le parti sociali. Stupisce l'indifferenza nei confronti degli autisti di Forlì-Cesena e di chi cerca di rappresentarne il malessere mettendo fortemente a rischio tutto il processo democratico di rappresentanza”.

I sindacati, sollevati a più riprese i problemi del settore, propongono anche diverse soluzioni come programmare turni, modificare residenze, spostare chilometraggi da zona a zona senza.

Le organizzazioni sindacali constatato il mancato dialogo con la dirigenza, ha proclamato per lunedì 15 ottobre uno sciopero di 4 ore, “con presidio davanti alla sede di Start Romagna a Cesena, zona stazione. Mai come oggi è importante esprimere con fermezza le proprie idee per determinare ed influenzare le scelte, per avere un futuro di qualità per le lavoratrici ed i lavoratori, per avere un futuro di qualità del servizio di trasporto pubblico ai cittadini”.

Il perché di questa decisione è presto detto: i problemi  sono molteplici e i sindacati li sintetizzano in un vero e proprio elenco: “Non impegnarsi a fondo per risolvere la mancanza di servizi igienici nei punti bus,

irridere gli autisti che denunciano problemi nel servizio, come ad esempio lo scempio della fermata di Via Cignani a Forlì, dichiarando che hanno "toppato", quando il giorno dopo ci si è preoccupati di costruire fisicamente lo spazio di fermata del bus che mancava, la mancanza di attenzione nello sviluppo delle turnazioni che impediscono una legittima pausa nei tempi stabiliti dal Contratto, la mancanza di regole, nel nostro bacino, già esistenti nei bacini di Ravenna e/o di Rimini come ad esempio una mensa,

la mancanza del giusto riconoscimento delle professionalità per i lavoratori delle officine, la velata minaccia di spostamento imperativo delle impiegate e degli impiegati, verso la nuova sede legale,  senza ricercare un confronto preventivo”.

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