3 ottobre 2012 - Forlì, Cesena, Società

Rapporto ambientale, L'Emilia Romagna fa scuola

Bene per acqua e mobilità, ma ancora molte difficoltà sul consumo del suolo e il PM10

FORLI' / CESENA - Presentato a Roma il rapporto “Qualità dell’ambiente urbano”, edizione 2012. Il rapporto è stato realizzato dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente  e prende in considerazione le 51 maggiori città italiane, con popolazione superiore a 100 mila abitanti.
Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna sono stati studiati i nove comuni capoluogo Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Forlì, Ferrara, Ravenna, Rimini.

I risultati relativi alle città emiliano-romagnole mostrano miglioramenti nel consumo di acqua, nella raccolta differenziata dei rifiuti e nella mobilità. Non sono tutte rose e fiori. Le situazioni più critiche registrate si riferiscono al consumo del suolo e alla qualità dell’aria.
Questi sono alcuni dei risultati contenuti nel rapporto (il rapporto è interamente scaricabile dal sito http://bit.ly/ambienteurbano2012).

 
Per quanto riguarda il consumo di suolo risulta che in tutti i comuni capoluogo di  regione si assiste a un continuoimpoverimento, conseguenza del processo di progressiva artificializzazione, cementificazione e impermeabilizzazione del territorio. Ciò è dovuto alle dinamiche insediative, all’espansione delle aree urbane residenziali e alle infrastrutture connesse, con relativa perdita di terreni agricoli e naturali permeabili.

Acqua
Il consumo di acqua per uso domestico è in calo in tutte le città della regione. Le diminuzioni più sensibili si registrano a Piacenza (passata da 100 mc per abitante all’anno nel 2000 a 74 mc nel 2010) e Parma (passata da 67 mc  per abitante all’anno nel 2000 a 57 mc nel 2010).
Rifiuti
La percentuale raccolta differenziata, fra il 2007 e il 2009, è aumentata nelle nove città della regione prese in considerazione, con una media complessiva di 44,8%. Solo Bologna, fra il 2008 e il 2009, presenta un leggero calo passando da 33,5% a 33,3%.
Qualità dell’aria
Per quanto riguarda il PM10, la situazione è critica in tutte le nove città della regione. Nel 2011, considerando una stazione di “traffico” e una di “fondo urbano” in ogni città, si assiste per tutte le città della regione a un numero di superamenti del limite di 50 mg/m3 superiore a 35 nel corso dell’anno. A Piacenza, la stazione di traffico registra 81 superamenti, a Parma 93, a Ravenna 64.
Per quanto riguarda il biossido di azoto (NO2), il valore limite annuale di 40mg/m3 è stato superato a Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara, ma non a Ravenna, Forlì e Rimini.
Il valori limite del benzene sono stati rispettati in tutte le città, mentre la situazione risulta maggiormente critica per l’ozono, dove tutte le città in Regione superano il valore definito per legge di “obiettivo a lungo termine”, In particolare Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna presentano superamenti anche per quanto riguarda un altro limite, la “soglia di informazione”.
Mobilità
Per quanto riguarda il parco veicolare rilevato, nel 2010 le auto (immatricolate di soggetti privati) ogni 1000 abitanti presenti nelle città in Regione sono, per fare alcuni esempi, 544 a Reggio-Emilia, 581 a Forlì, 474 a Bologna, 596 a Ravenna.
Facendo un confronto fra le auto esistenti ogni 1000 abitanti nel 2006 e nel 2010, si assiste in tutte le città ad un calo percentuale che va dal -3,3% di Piacenza al -0,4% a Ferrara.
Per quanto riguarda invece le piste ciclabili, l’Emilia-Romagna risulta essere la regione più virtuosa in Italia, avendo ben 8 comuni capoluogo fra le prima 10 città caratterizzate dai valori più alti dell’indicatore.
Il valore più elevato si registra a Reggio Emilia, con 1026 metri di piste ogni mille abitanti, seguita da Modena, Ferrara, Ravenna e Forlì, rispettivamente con valori pari a 913, 895, 764, 701 metri ogni mille abitanti.

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