14 settembre 2012 - Forlì, Cronaca, Politica, Società

Bike sharing e "pari opportunità"

Elisa Petroni (FLI): "inserire anche biciclette per disabili nel piano di mobilità"

Le sette postazioni di bike sharing previste dal piano di mobilità attuato dal Comune di Forlì e operativo a fine mese renderanno più economici e rispettosi dell'ambiente gli spostamenti nella città  “ed  è fuor dubbio che un simile progetto di sviluppo sostenibile della città sia quanto di più auspicabile per un cittadino nei confronti della propria città”, commenta Elisa Petroni, responsabile regionale FLI delle donne, che propone inoltre che nella “flotta” di biciclette che saranno presto disponibili, vengano inseriti anche dei velocipedi utilizzabili anche da persone diversamente abili.

“Esistono in commercio dei prodotti economici che sicuramente non aggraverebbero le casse Comunali e fornirebbero un servizio di gran lunga migliore alla collettività dimostrando a fatti che la nostra città è attenta, molto attenta  alle  pari opportunità nel senso più generico del termine”, continua Petroni.

Complessivamente, al momento, le bici  risulterebbero 106 di cui 30 elettriche e 76 normali  suddivise in sette postazioni ubicate nei punti considerati maggiormente strategici della città.

“Sono sicura” ,dice Petroni, “che ogni cittadino forlivese  rinuncerebbe volentieri a sette di queste 76 biciclette normali per sostituirle con sette  di quelle  per disabili. “Se avessimo per ogni postazione di bike sharing almeno una e dico una bicicletta per disabili avremmo garantito un servizio a 360° gradi e a costo zero, rinunciando semplicemente a dotare le postazioni di un piccolo numero di biciclette per normodotati”.

Elisa Petroni, non critica il piano comunale e anzi, supportando l’idea che sta alla base del progetto, offre una nuovo punto di vista per arricchire i servizi offerti.

“In alcune città, come ad esempio Parma, è già possibile noleggiare bici per disabili, bici per bambini , tandem e addirittura caschi, sellini, impermeabili e catarifrangenti per bici. Ci auguriamo che questa proposta non finisca "nel dimenticatoio" ma possa avviare un percorso di sviluppo intelligente ed economico della nostra mobilità in totale sintonia con le direttive Europee in modo tale che in un futuro, più prossimo che venturo, vi sia una mobilità eco-sostenibile  per tutti con la "T" maiuscola”, conclude Petroni.

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