5 settembre 2012 - Forlì, Cronaca, Società

Beneficenza alla Marcegaglia per aiutare l’Emilia

 

 

In totale, 2029 euro raccolti per i terremotati. E 1000 di questi sono stati consegnati sabato in mattinata a San Felice sul Panaro. A raccoglierli, i lavoratori dello stabilimento forlivese della Marcegaglia.

Un piccolo gesto. Che viene da tanti lavoratori che, pur con la crisi che morde i salari, non ci hanno pensato troppo e hanno raccolto oltre 2000 euro per la ricostruzione dell’Emilia distrutta dal sisma. Ognuno ha dato quel che poteva. E ai soldi raccolti con la colletta, si sono aggiunti anche 1000 euro provenienti dal fondo cassa della rappresentanza sindacale unitaria (Rsu), che l’anno scorso non erano stati utilizzati per comprare i panettoni. E sabato, una delegazione di alcuni lavoratori ha preso la strada che conduce a San Felice sul Panaro e ha portato un pezzetto di speranza e tanta solidarietà. Per caricare i 1000 euro di beni, alimentari e non, i lavoratori della Marcegaglia hanno potuto contare sul furgone messo a disposizione da uno degli operai, Giorgio Lombini.

Nello specifico, i lavoratori hanno comprato e consegnato dodici confezioni di carta assorbente da cucina da otto rotoli, quindici confezioni da dodici scatole di fagioli, dieci confezioni da dodici scatole di piselli, detersivo per piatti, bicchieri, olio di semi, olio d’oliva, scatole di tonno come se piovesse, duemilaquattrocento piatti di plastica e un migliaio di bottiglie d’acqua.

«Ci siamo fermati al Campo Pascoli» ha detto la Rsu Elena Zammarchi, che si era unita alla delegazione di lavoratori della Marcegaglia «che è quello, tanto per capirci, gestito dalla Protezione civile di Forlì. Molto ben organizzati, ma la situazione di San Felice sul Panaro è davvero brutta».

Gli ha fatto eco Gabriele Severi, Rsu alla Marcegaglia: «Uno scenario a dir poco disastrato» ha detto l’operaio. «Mi preme sottolineare, in ogni caso» ha spiegato Severi «che la rappresentanza sindacale unitaria ha fornito un supporto organizzativo, ma l’iniziativa è partita dai lavoratori della Marcegaglia e solo da loro. Quando è tirato il terremoto, si è formato un gruppo spontaneo per cercare aiutare gli emiliani».

(Michele Dori)

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