20 agosto 2012 - Forlì, Cronaca, Società

Party dell’ignoranza, solidarietà di Rifondazione

“Sì, siamo vicini ai ragazzi che hanno organizzato la festa”

“Sì, siamo vicini ai ragazzi che hanno organizzato la "festa dell'ignoranza" qui a Forlì nei giorni scorsi e si sono beccati una segnalazione dalle autorità”: con una nota ufficiale Nicola Candido e Bruno Renna del Partito della Rifondazione Comunista sostengono i 138 ragazzi che sono stati deferiti alle autorità dopo i “festeggiamenti abusivi” fermati dalle forze dell’ordine.

“Lo siamo – continua la nota di Rifondazione - perché a Forlì si è completamente perso di vista cosa sia il concetto di degrado; di delinquenza ma anche di socialità e comprensione per le esigenze dei giovani”.

Secondo Candido e Renna, l'intervista rilasciata al "Resto del Carlino" domenica 19 Agosto, dimostrerebbe come i ragazzi, giovani e non certo delinquenti, volessero organizzare una festa per animare il triste e desolato Agosto forlivese.

“Hanno sbagliato ad occupare un suolo non loro? Certo – precisano gli esponenti di Rifondazione -  Ce ne rendiamo conto, ma farli passare per criminali spacciatori ci sembra decisamente troppo. Forlì si muove su logiche clienteliste; in cui se sei all'interno di associazioni, partiti o movimenti legati a determinati poteri hai la possibilità di fare; se invece sei uno qualunque no”.

Candido e Renna criticano poi la gestione della Fabbrica delle Candele, nato come centro di aggregazione giovanile ma impiegato, poi, in modo molto diverso.

“La fabbrica delle candele – spiegano -  nata come progetto si socializzazione cittadino libero da vincoli "burocratici" ed ora diventata vetrina snob, aperta solo per pochi, ne è un esempio”.

Questa digressione è occasione, per i rappresentanti del partito, per rilanciare un tema ritenuto importantissimo, quello degli spazi interculturali.

“A Forlì mancano spazi interculturali, sociali e liberi. Attenzione; quando parliamo di spazi liberi non ci rivolgiamo a spazi dove la criminalità può fare ciò che vuole o dove si può trasgredire alle leggi come nulla fosse. Crediamo invece che tali spazi autogestiti possano servire a migliorare la vivibilità e la responsabilizzazione giovanile in una città sempre più vecchia”.

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